Autore Topic: Visitando la citta eterna: La Fontana di Trevi tra storia e leggende  (Letto 4284 volte)

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Offline Ibleonet

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La fontana di Trevi è  la più nota  fontana di Roma.
Come spesso capita per le opere più belle e più famose, essa non parla solo il linguaggio dell'arte, ma ha invaso anche quello della storia, del folclore, degli aneddoti, del costume. Il suo panorama è entrato oramai nell'immaginario collettivo, nel cinema...chi non ha presente ad esempio il bagno di Anita Ekberg ne "La dolce vita", o la spassosissima vendita della fontana in "Totòtruffa 62".

La settecentesca  Fontana di Trevi è una fontana monumentale. Progettata da Nicola Salvi e adagiata su un lato di Palazzo Poli, è un connubio di classicismo e barocco.
La storia della fontana è strettamente collegata a quella della costruzione dell'acquedotto Vergine, che risale ai tempi dell'imperatore Augusto,quando
Marco Vipsanio  fece arrivare l'acqua corrente fino al Pantheon ed alle sue terme.

La leggenda vuole che  la fonte, a Salone, a circa 20 km. dalla città, dissetò gli esausti soldati di Agrippa di ritorno a Roma (19 d.C). Il luogo preciso in cui si trovava questa fonte era stato indicato ai soldati da una fanciulla.
L'acqua fu denominata Vergine in omaggio alla fanciulla
Il condotto dell’Acqua Vergine è il più antico acquedotto di Roma tuttora funzionante, e l’unico che non ha mai smesso di fornire acqua alla città dall’epoca di Augusto.







 Nel 1453 papa Nicolò V fece erigere una fontana da G.B. Alberti nella località detta "dello Trejo" e nel corso degli anni divenne Trevi. La fontana era un momento importante per la città che tornava ad avere acqua di sorgente dopo aver usato per secoli l'acqua del Tevere. Tre secoli dopo papa Clemente XII decise di sostituirla, affinché Roma avesse un’opera grandiosa e più acqua potabile: fra i progetti presentati fu scelto quello di Nicolò Salvi. La costruzione della fontana durò 23 anni e coprì tutto il lato di Palazzo Poli.

 In mezzo alla fontana sorge un arco trionfale sormontato da un attico sul quale sovrasta lo stemma di Clemente XII. Al centro di una base rocciosa si erge la statua di "Oceano", sopra un carro a conchiglia trainato da due cavalli marini guidati da tritoni. I cavalli rappresentano il mare agitato e calmo. Le due statue ai lati di Oceano rappresentano la Salubrità e la Prosperità chiara allusione agli effetti benefici di un'acqua pura. La fontana si conclude con la grande scogliera che si allarga fino a coprire la base del palazzo e si immerge nella grande vasca a bordi rialzati che simboleggia il mare.















Sulla fontana si narrano alcune leggende. La più nota è quella secondo la quale chi getta una moneta nella fontana, rigorosamente di spalle, farà ritorno a Roma.
 Si ignorano le origini della tradizione, che però potrebbe derivare dall'antica usanza di gettare nelle fonti sacre oboli o piccoli doni per propiziarsi la divinità locali, come per i pozzi dei desideri.
 Ma c’è anche un altro rito romantico legato alla fontanella sulla sinistra, chiamata "fontanina degli innamorati": secondo la leggenda, le coppie che bevono a questa fontanella hanno il privilegio di restare fedeli per sempre.
secondo la leggenda le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato che partiva, bicchiere che poi frantumavano in segno e augurio di fedeltà.