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Cronaca / Re:Dietro l'Avis l'associazione donatori sangue cosa si nasconde?
« Ultimo post da AlessandroAS84 il 17 Ottobre 2016, 16:11:22 »
Ciao Ragazzi, io sono nuovo nel forum e mi ci sono imbattuto perrche' proprio stamattina ho avuto l'onore di incontrare una persona che mi ha chiesto di donare il sangue. Mi sono incuriosito e sto cercando una legge che disciplini il passaggio delle sacche di sangue da un'associazione al sistema sanitario nazionale. Non avete informazioni al riguardo per me?
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Cronaca / Re:Dietro l'Avis l'associazione donatori sangue cosa si nasconde?
« Ultimo post da LEO GAETA il 14 Luglio 2016, 09:42:15 »
AD OGGI, DOPO L'INCIDENTE FERROVIARIO IN PUGLIA, SI RIMARCA ANCORA LA CARENZA DI SANGUE NEGLI OSPEDALI!!!...Volevo chiederti se eri su facebook per dare più risalto a questo report che hai prodotto. grazie
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 Incredibile ma vero. Due bimbi di 8 e 9 anni entrambi disabili a causa del disturbo dell’attenzione con iperattività, sono stati ammanettati in due separati incidenti in una scuola elementare  perché non rispondevano ai richiami all’ordine di maestre e preside. Un video ripreso da una segretaria scolastica mostra il bimbo di 8 anni che piange con le braccia legate dietro la schiena, seduto su una sedia.  Secondo la denuncia, mentre il bambino era stato allontanato dalla classe perché disturbava l’agente di Polizia  gli dice: “Non puoi dondolarti cosi, o fai quello che ti dico o pagherai le conseguenze”. Nel corridoio il piccolo avrebbe cercato di colpire l’agente con un gomito e questo avrebbe portato all’uso delle manette. Quanto alla bambina di 9 anni, che ha sofferto una forte crisi dopo essere stata ammanettata tanto da venire trasportata in ospedale, era stata messa in isolamento per aver disturbato la classe. Apparentemente l’agente sarebbe intervenuto mentre la ragazzina cercava di divincolarsi dal preside e un insegnante. L’agente intervenuto su richiesta della scuola e che ha usato le manette per i piccoli è stato denunciato dalle mamme dei ragazzini e dall’Associazione per le libertà civili (UCLA). La difesa dell’agente ha fatto sapere che in entrambi i casi “è intervenuto su richiesta della scuola ed ha immobilizzato i ragazzini perché rischiavano di fare del male a loro stessi e ad altri”.Dalla stampa nazionale e dai giornali on line ancora una volta si assiste a degli episodi spiacevoli e dolorosi che riguardano due bimbi di 8 e 9 anni con disabilità. Ora anche le manette, vengono abusate come strumento per reprimere o “punire” la vivacità dei ragazzi.
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Narcisismo Patologico / Come capire se in una relazione c'è amore
« Ultimo post da Ibleonet il 02 Luglio 2015, 20:26:42 »
Una regola della comunicazione tanto semplice quanto poco considerata è: "in una relazione, quando c'è amore, la comunicazione è chiara".
Quando vi rivolgete ad una persona che amate e comunicate un vostro messaggio o un vostro parere, come lo fate? Con chiarezza oppure tralasciando fatti e circostanze, inserendo velate accuse e minacce, inserendo ipotesi non verificabili ed ambiguità?
Quando qualcuno che amate vi chiede un'informazione ( di qualsiasi genere. Anche dove sono le chiavi di casa) come rispondete a questa richiesta?
Se rispondete sincerandovi che comprenda bene...... allora in voi c'è amore per quella persona.
Diversamente....
"Se la comunicazione del/della vostra partner non è chiara, allora non c'è amore".
Se in una relazione, la comunicazione non è chiara, allora non c'è amore.
Se in una relazione, avete "SPESSO" bisogno di raccontare le vostre dinamiche relazionali agli amici è perchè............ AVETE BISOGNO DI COMPRENDERE LA COMUNICAZIONE DEL VOSTRO PARTNER.
Se avete bisogno di comprendere la comunicazione del vostro partner, è perchè..............LA COMUNICAZIONE DEL VOSTRO PARTNER NON E' CHIARA
Se la comunicazione del vostro partner non è chiara, allora NON C'E' AMORE!
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Il partner da un po’, probabilmente saprete già che cosa lo fa infuriare o lo ferisce. Tuttavia, è pur vero che ogni tanto la testardaggine e l’egoismo prendono il sopravvento. Senz’altro nessuno dei due vorrebbe litigare, perché è sempre bello quando tutto scorre liscio e non vola una mosca… Ma che cosa fate per riuscirci? Vi sforzate davvero di essere concilianti ed evitare di discutere per questioni che non portano a nulla oppure vi piace gettare benzina sul fuoco?

Secondo uno studio dell’Università dell’Ohio, negli Stati Uniti, le coppie discutono nel modo sbagliato, ed è per questo che le ferite diventano difficili da curare. Questo aumenta la distanza nella coppia e può portare alla separazione o persino al divorzio. Anche se è vero che esisteranno sempre punti di disaccordo nella coppia (è impossibile pensarla allo stesso modo su tutto), a volte il problema è che ci comportiamo in un modo che danneggia il rapporto in modo irreversibile.

La psicoterapeuta Julie Hanks, specializzata in relazioni di coppia, sostiene che ci siano delle frasi, domande o affermazioni che spesso vengono rivolte al partner, e che possono essere pericolose per la relazione. Non pronunciarle mai può essere una strategia per far sì che la vostra storia funzioni.

Quali frasi dobbiamo evitare per non litigare con il partner?
1 – “Ti spiego come si fa”: questa frase è particolarmente pericolosa se pronunciata in un contesto in un cui uno dei due membri della coppia è già arrabbiato. A seconda del tono con cui la diciamo, può sottolineare o far intravedere un senso di superiorità che può offendere chi la ascolta.

2 – “Il mio/la mia ex faceva così”: non paragonate mai il vostro partner con persone con cui siete stati in passato, nemmeno in tono scherzoso. Il fatto che stiate pensando a una persona con cui siete stati fidanzati in precedenza può ferire il vostro partner. A meno che il paragone non sia a suo favore, il che potrebbe confortarlo. Pensate a come vi sentireste se fosse il contrario: vi piacerebbe che il vostro partner pensasse continuamente a un ex o, peggio, che lo paragonasse a voi?

3 – “Se mi amassi davvero, lo faresti”: questa frase nasconde un vero e proprio ricatto. Se la pronunciate, fate sì che il vostro partner si senta con le spalle al muro, perché non potrà mai fare ciò che vuole davvero senza seguire i vostri gusti o desideri. Per dimostrare che vi ama non c’è bisogno che faccia tutto ciò che dite, perché anche se questa strategia può funzionare a breve termine, è dimostrato che alla lunga diventa una sorta di manipolazione che finisce con causare risentimento e odio.

4 – “Perché non puoi essere come…?”: la frase può essere completata nei modi più diversi, dall’ex fino a uno dei vostri genitori, dal marito o la moglie di un vostro caro amico a vostro fratello o sorella. Evitate i paragoni tra il vostro partner e altre persone, che siano del presente o del passato. Se vivete con il vostro partner o l’avete sposato, significa che lo amate, quindi non chiedetegli di essere una persona diversa da quella che è. Probabilmente ciò lo farà arrabbiare e gli farà provare vergogna, il che potrebbe portare a una chiusura emotiva difficile da risolvere.


 
5 – “Sei proprio come tua madre/tuo padre”: può essere un’affermazione positiva o negativa, a seconda del punto di vista. Se la relazione con uno dei suoceri non è troppo buona, evitate di fare stare male il vostro partner con questo paragone. Se ci pensate, è molto probabile che una persona abbia dei comportamenti simili a quelli dei genitori, perché sono stati loro a crescerlo ed educarlo, al di là dell’eredità genetica. Tuttavia, le emozioni che risveglierete con questa frase potrebbero essere molto dolorose, più di quanto immaginate.

6 – “Dovresti solo impegnarti un po’ di più”: a nessuno piace sentirsi dire che deve essere “più uomo” o “più donna”. Questa frase sta semplicemente mettendo in discussione la “mascolinità” o “femminilità” di una persona, distruggendola; inoltre, si fonda su aspettative errate, che possono ferire le persone. Giudicare in questo modo il partner può essere pericoloso per la sua autostima e la vostra relazione.

7 – “Il mio/la mia ex mi dedicava più attenzioni”: di nuovo, non paragonate il partner con altri uomini o donne (specialmente se sono ex), e non ditegli che si comporta in modo peggiore di loro. Questo non lo spingerà mai a darvi ciò che desiderate. Al contrario, aumenterà la sua distanza e il suo risentimento. Si sentirà male perché non riesce a soddisfarvi e alla lunga potrebbe arrivare a mettere in dubbio il vostro amore.

Ci teniamo a sottolineare che le situazioni descritte in questo articolo si riferiscono indistintamente sia a uomini che a donne: tutte queste frasi possono rovinare una relazione, a prescindere da quale membro della coppia le pronunci.
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5 ferite emotive dell’infanzia che persistono quando siamo adulti
I problemi che abbiamo vissuto durante l’infanzia predicono come sarà la qualità della nostra vita da adulti. Questi, inoltre, possono influire sul modo di agire che un domani i nostri figli adotteranno e su come noi affronteremo le avversità.

In qualche modo, a partire da queste ferite emotive o esperienze dolorose dell’infanzia, plasmeremo una parte della nostra personalità. Vediamo di seguito quali sono le cinque ferite emotive secondo Lisa Bourbeau….

1- La paura dell’abbandono
La solitudine è il peggior nemico di chi ha vissuto l’abbandono durante l’infanzia. Ci sarà una costante attenzione alla carenza, che porterà chi ne ha sofferto ad abbandonare il suo partner o i suoi progetti quando ancora è presto, per paura di essere loro stessi quelli che verranno abbandonati. È una sorta di “ti lascio prima che sia tu a lasciare me”, “nessuno mi appoggia, non posso sopportare tutto questo”, “se vai via, non tornare”…

Le persone che hanno vissuto esperienze di abbandono durante l’infanzia, dovranno lavorare sulla loro paura della solitudine, sul timore di essere rifiutati e sulle barriere invisibili del contatto fisico.

Le ferite causate dall’abbandono non sono facili da curare. Sarete voi stessi a prendere coscienza di quando le ferite inizieranno a rimarginarsi e quando il timore dei momenti di solitudine sparirà e sarà sostituito da un dialogo interiore positivo e speranzoso.

2- La paura del rifiuto
Essendo una ferita molto profonda, implica il rifiuto interiore. Con interiore ci riferiamo a ciò che abbiamo vissuto, ai nostri pensieri e ai nostri sentimenti.

Quando appare, può influire su molteplici fattori, come il rifiuto dei genitori, della famiglia o di se stessi. Genera sentimenti di rifiuto, pensieri negativi, come quello di non essere desiderati e porta alla svalutazione di se stessi.

La persona che soffre questa dolorosa esperienza sente di non meritare l’affetto né la comprensione di nessuno e si isola nel suo vuoto interiore per paura di essere rifiutato. È probabile che, se avete sofferto di questi problemi durante l’infanzia, sarete persone “sfuggenti”. Per questo motivo, è indispensabile lavorare sul proprio timore, sulle proprie paure interiori e sulle situazioni che generano panico.

Se si tratta del vostro caso, pensate a voi stessi, rischiate e prendete decisioni per voi stessi. Vi disturberà sempre meno il fatto che la gente si allontani e non la prenderete sul personale se, a volte, si dimenticheranno di voi.

3- L’umiliazione
Questa ferita si genera quando in diversi momenti sentiamo che gli altri disapprovano ciò che facciamo e ci criticano. Potreste anche generare questo problema nei vostri figli dicendo loro che sono maleducati, pesanti e cattivi, così come se esponete i loro problemi davanti agli altri: questo distrugge l’autostima infantile.

In questo modo, il tipo di personalità che si genera con frequenza è una personalità dipendente. Potreste aver assunto un atteggiamento da “tiranni” ed egoisti come meccanismo di difesa, e potreste arrivare ad umiliare gli altri come scudo per proteggere voi stessi.

Se avete vissuto queste esperienze, dovrete lavorare sulla vostra indipendenza, sulla vostra libertà, sulla comprensione delle vostre necessità e dei vostri timori timori, così come sulle vostre priorità.

4- Il tradimento e la paura di fidarsi
Questi sentimenti sorgono quando un bambino si è sentito tradito, specialmente da uno dei suoi genitori, che non ha rispettato le promesse fatte. Questo fa sì che la sfiducia che deriva da questo problema, possa trasformarsi in invidia e in altri sentimenti negativi, come la sensazione di non meritare le cose promesse o ciò che gli altri hanno.

Aver sofferto di questi problemi durante l’infanzia crea persone sospettose e che vogliono sempre tenersi tutto stretto. Se durante la vostra infanzia avete sofferto una situazione simile, è probabile che avvertiate la necessità di esercitare un certo controllo sugli altri, che si giustifica solitamente con un carattere forte.

Queste persone confermano i loro errori per il modo in cui agiscono. Hanno bisogno di lavorare sulla pazienza, sulla tolleranza e sul saper vivere, come sull’imparare a stare soli e ad affidare le responsabilità.

5- L’ingiustizia
Ha origine nei contesti in cui le persone che si occupano dei bambini sono fredde ed autoritarie. Durante l’infanzia, le esigenze esagerate e che passano i limiti generano sentimenti di inefficienza e di inutilità, tanto quando si è bambini come quando si è adulti. 

La conseguenza diretta sulla condotta di chi ne ha sofferto sarà la rigidità, poiché queste persone cercheranno di essere molto importanti e di acquisire molto potere. È probabile, inoltre, che si sia creato un fanatismo per l’ordine e per il perfezionismo, così come l’incapacità di essere sicuri sulle decisioni che si prenderanno.

Bisogna lavorare sulla sfiducia e sulla rigidità mentale, cercando di essere il più flessibili possibile e cercando di credere negli altri.

Adesso che conoscete le cinque ferite dell’anima che possono influenzare il vostro benessere, la vostra salute e la vostra capacità di svilupparvi come persone, potete cominciare a guarirle.
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Il genitore narcisista distruttivo mette al mondo un figlio affinché diventi una sua estensione. Si tratta di qualcosa di nascosto e di invisibile come il linguaggio del corpo, alcuni sguardi di disapprovazione, il tono della voce. E’ molto intimo ma al contempo potente. Diventa parte del/la bambino.
figli come estensioni narcisistiche

La madre narcisista

Caratteristiche delle madri narcisiste:

1. Tutto ciò che fa non si può mettere in discussione, c’è sempre una una spiegazione o una scusa. Le crudeltà sono giustificate come atti d’amore. Azioni aggressive o ostili sono camuffate da attenzioni. Le manipolazioni egoistiche vengono presentate come doni. Critiche e calunnie vengono astutamente esibite come preoccupazioni. Solo lei vuole il tuo bene, solo lei ti vuole aiutare, raramente ti dice apertamente che pensa che tu sia inadeguato. Invece, ogni volta che le dici di aver fatto qualcosa di buono, lei controbatte, dicendoti che ciò che ha fatto tuo fratello o tua sorella, è migliore di ciò che hai fatto tu, o semplicemente ti ignora, oppure se ne tira completamente fuori, senza dire nemmeno una parola e nel giro di poco tempo fa qualcosa di crudele nei tuoi confronti, così tu capisci che devi sottometterti. Lei magistralmente separerà la causa (la tua gioia è il suo completamento) dall’effetto (rifiutandoti di prestarle la macchina per andare alla cerimonia di premiazione) chi non ha vissuto questo suo abuso per svariato tempo, non crederebbe mai possa esistere una relazione simile. Molte delle sue critiche sono semplicemente dei paragoni. Ti dirà di quanto sia meraviglioso qualcun altro o che splendida professione abbia, o ti dirà di come quest’altra persona sia riuscita a fare ottimamente ciò che hai provato a fare anche tu ed elogerà i suoi risultati ed il confronto lo lascerà a te. Lei farà in modo che tu possa pensare di non essere all’altezza, senza dirti nemmeno una parola. Ti rovinerà il piacere di qualcosa, congratulandosi con te, usando un tono arrogante e invidioso, che ti trasmette la sua infelicità, ancora una volta incontrastabile. E’ impossibile confrontarsi con qualcuno che adotta quel timbro di voce, quel genere di comportamento e ti guarda in quel modo, ma una volta che ti sei abituato all’idea di avere una madre narcisista, lei può prometterti terribili punizioni, senza dirti nemmeno una parola. Il risultato è che tu hai sempre paura, ti senti sempre dalla parte del torto e non puoi mai contraddirla, perché il suo abuso è parte di una campagna permanente di controllo e anche perché lei è attenta a rendere razionale il suo abuso. E’ così difficile spiegare agli altri questo suo atteggiamento. Lei è sempre attenta a come e a quando innestare i suoi abusi. Lei è molto riservata e questa è una caratteristica di quasi tutti i manipolatori (“Non lavare i tuoi abiti sporchi in pubblico!”) e ti punirà, se dirai a qualcuno quello che ti ha fatto. I tempi e i luoghi per i suoi abusi peggiori sono ben scelti, in modo che nessuno possa mai intervenire, nessuno sentirà o vedrà il modo in cui si comporta. In pubblico invece appare completamente diversa. Ti criticherà davanti agli altri e ti svaluterà sempre, cercando di introdurre nel discorso pettegolezzi maligni, giustificandosi poi, dicendoti di essere preoccupata per te, di amarti e capirti. (“Sapessi come mi dispiace per la povera Cynthia, sembra che stia passando un così brutto periodo, non so proprio cosa potrei fare per lei”). La conseguenza è che i figli dei narcisisti universalmente riferiscono che nessuno li creda (“Ti dico che lei parla sempre di te, con la massima attenzione”). Purtroppo i terapeuti, date le azioni confutabili del narcisista, difendono il genitore e spesso si pongono in difesa del narcisista, rafforzando il tuo senso di isolamento e di impotenza. (“Sono sicuro che lei non avesse quella intenzione! “)

Madre narcisista
il controllo serrato della madre narcisista

2. Lei viola i tuoi confini. Tu ti senti come una sua estensione. Le tue cose sono date via senza il tuo permesso, a volte di fronte a te. Il tuo cibo viene mangiato direttamente dal tuo piatto o servito ad altri dal tuo piatto. I tuoi beni possono esserti tolti senza altra ragione se non il fatto che non sono mai stati tuoi. Il tuo tempo viene organizzato senza consultarti e ti vengono addebitate opinioni che vengono anche espresse per te. (Lei AMA andare alle feste. Lui non vorrebbe mai qualcosa di simile. I mandarini cinesi non le piacerebbero). Si discute di te in tua presenza come se tu non ci fossi. Lei prende nota delle tue funzioni corporali e ti umilia divulgando le informazioni da lei raccolte, specialmente quando ciò possa essere usato per dimostrare la sua devozione e per evidenziare il proprio martirio a causa dei tuoi bisogni (“Anche Mike aveva quel problema di minzione frequente, solo che il suo caso era molto peggiore. Ero così preoccupata per lui!). Non ti è dato sapere cosa voglia dire godere di privacy nel bagno o nella tua camera da letto, poiché lei controlla regolarmente le tue cose. Lei fa domande da impicciona, ficca il naso nelle tue email/lettere/diari/conversazioni. Vorrà sempre scavare nei tuoi sentimenti, specialmente quelli dolorosi ed è sempre alla ricerca di informazioni negative su di te, che possano essere usate contro di te. Spesso agisce contro il tuo volere espresso. Tutto ciò è fatto senza apparente imbarazzo o considerazione. Qualsivoglia tentativo di autonomia da parte tua è duramente opposto. Normali riti di passaggio (imparare a radersi, truccarsi, uscire con qualcuno) sono permessi con riluttanza solo se tu insisti, e tu vieni punito per la tua insistenza (“visto che sei abbastanza grande per vederti con qualcuno, credo tu sia grande abbastanza per pagarti i tuoi vestiti”). Se richiedi abiti/pettinatura appropriati alla tua età, controllo sulla tua vita o diritti, tu sei difficile e lei ridicolizza la tua “indipendenza”.

capro espiatorio
capro espiatorio

3. Lei fa favoritismi. Le madri Narcisistiche comunemente scelgono un (a volte più d’uno) bambino che sia il bambino d’oro e un altro (a volte altri) che sia il capro espiatorio. La narcisista si identifica col bambino d’oro e gli/le concede privilegi fintantoché il bimbo d’oro faccia esattamente quello che vuole lei. Tutti in famiglia devono assiduamente prendersi cura del bambino d’oro. Il capro espiatorio non ha esigenze, anzi deve prendersi cura. Il bambino d’oro non può fare alcunché di sbagliato. Il capro espiatorio ha sempre colpa. Questo crea divisioni tra i bambini, di cui uno ha grandi aspettative circa la saggezza e bellezza della madre e l’altro/gli altri che la odiano. Questa divisione verrà incoraggiata dalla narcisista con menzogne e atteggiamenti apertamente scorretti ed imparziali. Il bambino d’oro difenderà la madre e indirettamente perpetuerà l’abuso trovando scuse per incolpare il capro espiatorio delle azioni materne. Il bambino d’oro potrebbe anche farsi carico direttamente dei compiti narcisistici della madre abusando fisicamente del capro espiatorio, cosicché la madre non debba farlo da sé

4. Cerca in ogni modo di indebolirti. Riconosce i tuoi successi solo nella misura in cui può trarne qualche vantaggio. Ignora o sminuisce qualsiasi tuo successo o risultato raggiunto se non riesce a ricavarne qualcosa per sé. Ogni volta che ti trovi centro dell’attenzione e lei non ci riesce, cerca semplicemente di evitare la cosa: o non si presenta, o se ne va presto, o si comporta come se si trattasse di una cosa di poco conto, o ti ruba il centro della scena, o ancora snocciola piccoli e velenosi commenti su come qualcun altro avrebbe fatto la stessa cosa molto meglio di te, o sul fatto che avresti potuto fare di più. Cerca di indebolirti anche sollevando problemi o rendendosi particolarmente sgradevole appena prima di un tuo impegno importante. Si comporta in modo rabbioso se deve sostenerti in un tuo progetto, oppure si rifiuta direttamente di fare anche le più piccole cose per aiutarti. È acida con te su cose collegate marginalmente al tuo successo, in modo che la gioia per quanto hai realizzato sia appannata, e questo senza che lei abbia mai detto nulla di diretto! Non importa di quale successo si tratti: lei deve comunque “abbassarti la cresta”.

5. Ti sminuisce, ti critica e ti denigra. Ti fa capire nei modi più sottili che ti ritiene inferiore rispetto ai tuoi fratelli o in generale al resto delle persone. E se ti lamenti con lei di come ti tratta qualcun altro, prende immediatamente le sue parti anche se non l’ha mai sentito nominare. In realtà non le importa niente di questa persona o del fatto che le tue recriminazioni siano giuste. Vuole solo che tu ti convinca di non avere mai ragione. Ti indirizza stoccate generiche praticamente impossibili da rispedire al mittente (e sempre pronunciate in tono amorevole e preoccupato): “Sei sempre stata una persona difficile”; “Amarti è davvero un’impresa”; “Non sei mai stata in grado di portare a compimento qualcosa”; “È stata dura vivere con te”; “Sei la solita fonte di problemi”; “Nessuno può competere con te su quello che combini.”

gaslighting
gaslighting

6. Lei ti fa sembrare pazz@. Se cerchi di confrontarti con lei su qualcosa che ha fatto, lei dirà che hai “un’immaginazione molto vivida” (questa è una frase comunemente usata dagli abusanti di tutti i tipi per invalidare la tua sperimentazione dei loro abusi) che tu non capisci di cosa stia parlando, o che lei non ha idea di cosa tu stia dicendo. Lei affermerà di non ricordare eventi molto importanti, chiaramente negando addirittura che essi siano mai accaduti, né ammetterà qualsiasi possibilità che essa possa avere dimenticato. Questa è una tattica estremamente aggressiva ed eccezionalmente infuriante chiamata “gaslighting” comune a tutti gli abusanti di qualunque genere. La tua percezione della realtà è continuamente messa in discussione al punto che tu perderai fiducia nelle tue intuizioni, nella tua memoria, nella tua capacità di ragionamento. Questo fa di te la migliore vittima dell abusante. Routine del gaslighting narcisista. Il narcisista sia insinuerà sia dirà apertamente che sei instabile, altrimenti non crederesti queste cose ridicole, assurde o non saresti così poco collaborativo. Tu sei insensibile. Tu sei completamente irragionevole. Tu sei iper reattivo, come sempre. Ti parlerà ancora quando ti sarai calmato e non sarai così irrazionale/insensato. potrebbe persino identificarti come psicopatico come un essere con problemi neurologici. Una volta che lei ha costruito queste fantasie sulle tue patologie emotive, dirà agli altri di queste, sempre presentando le sue diffamazioni come espressioni di preoccupazione e dichiarando sempre il suo inutile vittimismo. Non farà nulla. Non ha idea del perché tu sia così irrazionalmente arrabbiato con lei. Tu la ferisci terribilmente. Lei pensa che tu abbia bisogno di psicoterapia. Lei ti ama tanto e farebbe qualunque cosa per farti felice, ma non sa proprio cosa fare. Tu la tieni distante e la allontani quando l’unica cosa che vorrebbe fare è aiutarti. Lei ha contemporaneamente assolto se stessa da ogni responsabilità della tua evidente antipatia verso di lei, implicando che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in te che ti fa provare rabbia per lei, determinando così credibilità a chi la ascolta. Lei gioca il ruolo di madre perfetta e impeccabile e nessuno crederà più a te.

7. Lei è invidiosa. Ogni volta che ottieni qualcosa di bello lei si arrabbia e ti invidia e la sua invidia sarà apparente quando ammirerà qualsiasi cosa essa sia. Cercherà di ottenerla da te, di rovinarla, o di ottenere di meglio per lei. Cerca sempre di trovare il modo di ottenere ciò che hanno le altre persone. L’invidia delle madri narcisiste spesso include competizione sessuale con le figlie o la nuora. loro tenteranno di impedire che le figlie si trucchino, per farle crescere nel modo giusto. Esse criticano l’aspetto delle figlie e delle nuore. La loro invidia si estende alle relazioni. Le mamme narcisiste tentano con l’infamia di danneggiare i matrimoni dei figli e interferire nell’educazione e crescita dei loro nipoti.

mentire8. Lei è una bugiarda per troppi aspetti. Ogni volta che parla di qualcosa che ha un significato emotivo per lei, puoi scommettere che sta mentendo. Mentire è uno dei modi in cui crea conflitto nei rapporti e nelle vite di coloro che la circondano – lei mentirà loro su quello che altre persone hanno detto, quello che hanno fatto, o come si sentono. Mentirà nel suo rapporto con loro, circa il tuo comportamento o sulla tua situazione, al fine di gonfiare se stessa e di minare la tua credibilità. La narcisista è molto attenta a come mente. Agli estranei mentirà in modo costruito e deliberato, così che possa essere protetta se ci si confronta con la sua bugia. Lei rigira quello che hai detto, piuttosto che inventare grossolanamente. Crea interpretazioni disoneste sulle cose che effettivamente hai fatto. Se ha recentemente fatto qualcosa di particolarmente eclatante, può costruirsi una menzogna preventiva: mente in anticipo per evitare quello che potresti dire, prima ancora di dirlo. Poi, quando parlerai di quello che ha fatto, taglierà corto con “So già tutto al riguardo … tua madre mi ha detto … (autogiustificazioni e bugie).” Essendo così attenta alle sue negazioni, può essere molto difficile smascherare le sue bugie e i più ingenui dei suoi amici non potranno mai rendersi conto di quanto sia disonesta. A voi, lei mentirà spudoratamente. Asserisce di non ricordare le cose cattive che ha fatto, anche se accadute di recente e anche se era qualcosa di memorabile. Naturalmente, se si tenta di aiutare la sua memoria raccontando le circostanze ti verrà detto: “Hai una immaginazione molto vivace” o “E’ stato tanto tempo fa. Perché rivangare vecchi rancori?” Le tue conversazioni con lei sono piene di casuali colpi di spugna e bugie diversive, e non ti rispetta abbastanza per preoccuparsi di farle suonare bene. Per esempio lei inizierà con una menzogna egoista: “Se non ti prendo come dipendente dalle mie tasse perderò tremila dollari!” Tu confuterai la bugia con una verità ovvia: “No, tremila dollari è l’importo della franchigia del dipendente. Perderai solo circa ottocento dollari.” La sua risposta: “Non è quello che ho detto?” Ora sei in un gioco con una sola regola: non puoi vincere. Nelle rare occasioni in cui è costretta a riconoscere qualche cattivo comportamento, dirà che è discutibile. Lei “ipotizzerà” che “forse” “potrebbe aver” fatto qualcosa di sbagliato. La malefatta è sempre fortemente rigirata e addobbata affinché suoni migliore. Le parole “Credo”, “forse” e “potrei avere”, sono bugie esse stesse, perché lei sa esattamente quello che ha fatto – nessuna ipotesi, nessun potrei aver.., nessun forse. Madre narcisista

9. Deve essere al centro dell’attenzione per tutto il tempo. Questo bisogno è un tratto distintivo dei narcisisti e in particolare delle madri narcisistiche per le quali i loro figli esistono per essere fonte di attenzione e di adorazione. Le madri narcisistiche amano essere servite e spesso stuzzicano i loro figli con piccole richieste. «Mentre sei in piedi …” o frasi equivalenti sono le loro preferite. Non puoi solo avere un compito definito, all’inizio della settimana o del giorno, piuttosto devi farlo su richiesta, preferibilmente in un momento scomodo per te; o la devi “aiutare” a farlo, recuperandola e trasportandola, mentre lei si glorifica delle tue attenzioni per tutti i lavori umili che aveva fatto come madre. Una madre narcisista può creare occasioni strane in cui essere al centro dell’attenzione, come memoriali per qualcuno vicino a lei morto da tempo, o grandi celebrazioni di piccoli traguardi personali. Può amare intrattenere in modo da essere l’anima della festa. Cercherà di rubare i riflettori o cercherà di rovinare qualsiasi occasione in cui qualcun altro è al centro dell’attenzione, in particolare il figlio che ha lanciato come capro espiatorio. Spesso si invita dove non è la benvenuta. Se lei ti fa visita o tu vai in visita da lei, sei tenuto a passare tutto il tempo con lei. Intrattenere se stessa è impensabile. Ha sempre il broncio, alterata o infuriata se si è tentato di fare qualcosa senza di lei, non facendola divertire, rifiutando di aspettarla, ostacolando i suoi piani per un dramma o comunque privandola di attenzione. Le madri narcisistiche anziane spesso utilizzano i limiti naturali di invecchiamento per creare drammi, spesso trascurando la loro salute o facendo cose che sanno far loro male. Questo dà loro la possibilità di incassare l’investimento che hanno fatto su di te da bambino. Poi ti chiamano (o, meglio ancora, ti fanno chiamare dal vicino di casa o dall’amministratore della casa di cura) chiedendo la tua presenza immediata. Devi correre al suo fianco, accarezzarle la mano, piangere le sue pene e ascoltare attentamente le sue lamentele senza fine su quanto sia difficile e terribile. (“Non invecchiano mai!”) Quasi mai potrai effettivamente fare qualcosa di utile, e le cause della sua disabilità potranno essere state completamente evitabili, ma sei stato messo in una posizione estremamente difficile. Se non le fornisci l’ascolto e l’attenzione che tenta di ottenere, sarai visto molto male da tutti gli altri e potresti anche avere la colpevolezza legale. (Comportamenti narcisistici comunemente accompagnano la malattia di Alzheimer, per cui questo comportamento può verificarsi anche nelle madri perfettamente normali, man mano che invecchiano.)

10. Manipola le vostre emozioni per nutrirsi del vostro dolore. Questo comportamento patologico e bizzarro è così comune tra le madri narcisistiche che spesso i loro figli si riferiscono a loro come “vampiri emotivi.” In alcuni casi questo rifornimento emotivo si presenta sotto forma di sadismo puro. Agisce e parla solo per ferire,vi tormenta con impegno e vi punzecchia sui vostri punti deboli, il tutto con un sorriso di scherno sulle labbra. Vi può portare a vedere film di paura o raccontarvi storie raccapriccianti, per poi deridervi per il vostro comportamento infantile se piangete. Lascerà cadere frecciate che feriscono durante una conversazione, sorridendo compiaciuta alla vista del vostro volto addolorato. Potete avvertirne il riso nella voce quando vi fa pressione o vi ferisce con le parole. In seguito si compiacerà di avervi tanto turbato, dicendo allegramente agli altri che è così divertente prendervi in giro, invitandoli a condividere il suo divertimento. La sua crudeltà le piace e non fa alcun sforzo per nasconderlo. Vuole che sappiate che il vostro dolore la diverte. Può anche introdurre temi dolorosi per voi, girando il coltello nella piaga e guardandovi tutto il tempo con attenzione per verificare le vostre reazioni. Si tratta di vampirismo emotivo nella sua forma più pura. Si sta emotivamente nutrendo del vostro dolore. Una forma particolare di questo vampirismo emotivo unisce la ricerca di attenzioni con l’esigenza teatrale di avere a disposizione un pubblico partecipe e sofferente. Dal momento che le madri narcisistiche si atteggiano spesso a martiri, possono esordire in laceranti drammi di autocommiserazione, ideati con cura, in cui sono le protagoniste assolute. Per esempio, singhiozza e si lamenta che nessuno la ama e che tutti sono così egoisti, che non vuole più vivere, vuole morire! Vuole morire! Non sembra preoccuparsi di quanto siano ripugnanti per gli altri la manipolazione emotiva e l’autocommiserazione. Un comportamento strano che è molto comune nei narcisisti: i loro drammi teatrali possono anche focalizzarsi su tragedie di altre persone, in una sorta di pseudo-sofferenza associativa: piange per l’assassinio orribile di qualcuno, di cui non gli sarebbe mai importato nulla, incrociandolo per strada.

11. È egoista ed ostinata. Deve avere sempre la meglio. Insiste per averla sempre vinta e persegue il proprio scopo spietatamente, con la manipolazione, anche se quello che vuole non vale gli sforzi che fa e questa insistenza va ben al di là di un comportamento normale. Farà uno sforzo enorme per ottenere qualcosa che le negate, anche se è vostro pieno diritto farlo, anche se la sua richiesta è egoista e irragionevole. Se le dite che non può portare i suoi amici alla vostra festa, lei lo farà lo stesso, dicendo loro che sono stati invitati, in modo che siate costretti a cedere per non passare male. Se le dite che non può venire a casa vostra stasera, lei chiamerà il vostro coniuge, cercando di convincerlo a farsi invitare, facendogli però promettere di non dirvi nulla, in modo che sia una “sorpresa”. Deve dimostrarvi che non vi è consentito dirle di no. Altra caratteristica comune di tutti i narcisisti: sono così egoisti ed egocentrici che non riescono a fare regali. Vi regaleranno oggetti dismessi o riciclati, dicendovi: “ho pensato di regalarti la mia vecchia bicicletta dato che me ne comprerò una nuova!”, “Sapendo quanto ti piace il cibo italiano, ho pensato di portarti nel mio ristorante preferito per il tuo compleanno!” I regali nuovi saranno comunque di poco prezzo e di solito non di vostro gusto oppure oggetti che non potete usare o che comportano una contropartita: se le comprate il regalo che desidera, lei ricambierà con un oggetto di vostro gusto. Sarà così evidente che le costa fatica donare qualcosa. Può comprarvi un regalo e acquistare lo stesso identico oggetto per sé, o portarvi per negozi con la scusa di comprarvi un regalo, ma finire poi per acquistare qualcosa di carino per se stessa per sentirsi gratificata.

12. È presa da se stessa: i suoi sentimenti, bisogni e desideri sono molto importanti, mentre i vostri sono insignificanti a tal punto, che il suo minimo capriccio ha la precedenza sui vostri bisogni più elementari. Dovete concentrare tutta la vostra attenzione sui suoi problemi, mentre i vostri vengono ignorati. I suoi desideri hanno sempre la precedenza; se fa qualcosa per voi, vi rinfaccerà poi costantemente la sua magnanimità, cercando di ricavarne qualcosa in cambio. Si lamenta continuamente, anche se la vostra situazione è peggiore della sua. Se glielo fate notare, lei lo considererà spudoratamente come irrilevante: “è facile per te, è diverso nel tuo caso”

13. Lei è sulla difensiva in modo irragionevole ed è estremamente suscettibile ad ogni critica. Se tu la critichi o la provochi, esploderà furiosa, farà minacce, darà in escandescenze, andrà su tutte le furie, distruggerà e può diventare violenta, picchiando, costringendo, mettendo il proprio figlio fuori casa con il maltempo o attaccando con classici abusi fisici. È facile provocare la sua collera perché se la prende per qualsiasi cosa e, ogni atteggiamento all’infuori di una costante disponibilità emotiva e fisica, è percepito come un affronto. Se sei brusco con lei perché sei stanchissimo e depresso, lei deve vedersela con la tua “ostilità”. Se un bambino piccolo le urla “ti odio” lei diventa collerica e punitiva. Se rifiuti la sua richiesta di ficcare il naso nella lettera che hai ricevuto, ti urla quanto tu sia indifferente e quanto sia dura per lei. Non ha alcun senso di prospettiva o separazione e non è in grado di lasciare andare nulla. Poiché la madre narcisista è così sulla difensiva, è completamente incapace di cambiare. I narcisisti in modo scellerato non possono essere aiutati e semmai, possono cambiare in peggio

14. Lei incuteva terrore. Tutti gli autori di un abuso usano la paura per controllare le loro vittime e la madre narcisista la utilizzava in modo crudele per educare. I narcisisti insegnano a fare attenzione alla propria collera anche quando non sono presenti. La sola alternativa è una calma costante. Se le si dà tutto ciò che desidera sempre, tu potresti essere salvo. Se non lo fai, arriverà una punizione. Anche i figli adulti di narcisisti sentono ancora quella paura ben impressa. La madre narcisista può diventare silenziosa o guardarti dicendo al bambino in te che lei sta pensando come vendicarsi. Non tutti i narcisisti abusano fisicamente, ma la maggior parte lo fanno, spesso con modalità sottili e negabili. Ciò permette loro di sfogare la loro rabbia verso di te come soluzione alla loro devastazione interiore e contemporaneamente per insegnarti a temerle. È possibile che tu non sia picchiato, ma quasi sicuramente dovrai soffrire un dolore fisico mentre una madre normale si sarebbe sforzata di alleviare la tua tristezza. Questa forma negabile di aggressione le permette di accumulare rabbia e di dosare la punizione in tempi successivi quando ha elaborato un’ineccepibile giustificazione logica al suo abuso, in modo da non rischiare una denuncia. Ti lasciava affamato perché “tu mangi troppo”. (qualcuno le chiese se era incinta. Lei non lo è). Andavi sempre a scuola con una gastroenterite perché “non hai la febbre. Stai solo cercando di evitare la scuola”. ( Lei non sopporta di doversi prendere cura di te. Le dà sui nervi se sei malato e le aggiungi un peso). Si rifiuta di guardare i tuoi talloni insanguinati e invece ti rimette ai piedi le scarpe che ti hanno causato quelle vesciche e “tu hai voluto quelle scarpe in quel negozio . ora le puoi indossare”. (Hai detto che quelle che lei voleva erano brutte. A lei piacevano perché erano proprio come quelle che lei indossava 30 anni fa). Ha detto al dentista di non darti la Novocaina (un farmaco anestetico usato in odontoiatria) per trapanare i denti perché “deve imparare a prendersi cura dei propri denti”. (Deve pagare per un’otturazione ed è furiosa perché deve spendere soldi per te). Al contrario degli psicopatici, i narcisisti comprendono ciò che è giusto, sbagliato, e le conseguenze, così non sono criminali comuni. Ti ha picchiato, ma non al punto di mandarti all’ospedale. Ti ha lasciato fuori al freddo finché stai male, ma non fino all’ipotermia. Ti ha messo in cantina al buio senza abiti, ma ti ci ha lasciato solo per un paio d’ore. Le madri narcisistiche abusano anche mettendo gli altri contro di te o non riuscendo a proteggerti come una madre normale farebbe. A volte il bambino d’oro della narcisista sarà incoraggiato a maltrattare il capro espiatorio . I narcisisti ti maltrattano esponendoti alla violenza. Se uno dei tuoi fratelli è picchiato, lei si assicura che tu abbia visto. Lei ti incute la paura nei confronti della Mamma facilmente, senza neppure toccarti.

15. È infantile e meschina. Le madri narcisistiche sono spesso immature. Se rifiuti di lasciarti manipolare in qualcosa, strilla che non la ami, perché se l’amassi avresti fatto come voleva lei. Se ferisci i suoi sentimenti, si lamenta in modo aggressivo che ti pentirai quando sarà morta di non averla trattata meglio. Ogni volta che si sente maltrattata ti fa il broncio, piagnucola e mette il muso. Quando eri piccolo, giustificava i suoi comportamenti nei tuoi confronti con qualcosa che tu avevi fatto e che lei riteneva paragonabile, come se il comportamento infantile di un bambino potesse giustificare il comportamento infantile di un adulto. Il vendicarsi rappresenta buona parte dei suoi rapporti con te. Ogni volta che non le mostri deferenza, attenzione o non le concedi le cose cui pensa di avere diritto, deve fartelo vedere.

16. È aggressiva e non prova vergogna. Non chiede. Ordina. Fa richieste eccessive e si prende qualsiasi cosa vuole, se pensa di poterla avere vinta. Le sue richieste ai figli sono poste con una modalità molto aggressiva, come le sue critiche. Non accetta il no come risposta, fa pressioni e sgomita per farti capitolare.

17. Capovolge i ruoli tra madre e figlio. Appena ha potuto ha ribaltato le sue responsabilità su di te, lasciandoti a prenderti cura di te come potevi. Ti ha negato cure mediche, un vestiario adeguato, gli spostamenti necessari o i comfort di base, a meno che lei stessa non li ritenesse rinunce. Non ti ha mai organizzato una festa di compleanno, né un pigiama-party. I tuoi amici non sono benvenuti a casa sua. Non ti accompagnava volentieri in macchina, così rifiutavi gli inviti perché non avevi modo di arrivare a destinazione. Non comprava le tue foto scolastiche, anche se avrebbe potuto benissimo permettersele. Avevi una misera disponibilità di vestiti, oppure ti comprava gli abiti più economici senza alcun imbarazzo. Appena hai avuto un lavoro, ogni tua richiesta di materiale scolastico, vestiti o cosmetici riceveva in cambio un: “Ora che guadagni, perché non te lo paghi?”. In più ti affidava compiti che spettavano a lei e non a un ragazzo. Magari eri il punto di riferimento principale per i tuoi fratelli o per un genitore disabile. O avevi in carico in modo eccessivo i lavori di casa. Ma soprattutto, eri il suo riferimento emotivo principale, che è una delle ragioni per cui ogni tua mancanza causava abnormi scoppi di rabbia. Non ti era permesso avere bisogni, malesseri o problemi. Queste esperienze erano riservate a lei, e tu eri responsabile di farla stare meglio. Fin da quando eri molto piccolo si scagliava contro di te senza preavviso ogni volta che era stressata o arrabbiata con tuo padre o pensava che la vita fosse ingiusta con lei, perché ferirti la faceva sentire meglio. Spesso ti puniva di punto in bianco, per offese architettate ad arte. E man mano che crescevi, ti dava direttamente la responsabilità del suo benessere e delle sue emozioni, piangendo sulla tua spalla e sfogandosi con te ogni volta che qualcosa le andava storto.

18. È una sfruttatrice. Manipola per ottenere lavoro, soldi o oggetti che desidera dagli altri. E questo, naturalmente, include i suoi figli. Se ti ha aperto un conto in banca, è l’amministratore del conto col diritto di prelevare soldi. Appena tu depositi, lei preleva. Arriva al punto da rubare la tua identità. Ti ha iscritto come figlio a carico sulla cartella delle tasse, così non puoi muoverti autonomamente senza farle rischiare sanzioni penali. Se ha fatto un accordo con te, lo vìola nel momento in cui non serve più a lei. E se tu la rimproveri di essere fedele ai patti, ti maltratta e poi ti punisce in modo che tu non osi sfidarla ancora. A volte la madre narcisista costringe il figlio a subire le punizioni che un partner abusante potrebbe infliggere a lei. Il marito torna a casa ubriaco e la madre si lamenta immediatamente del cattivo comportamento del figlio, in modo che la rabbia si sfoghi su di lui. A volte la madre narcisista si serve semplicemente del figlio per tenere in piedi un matrimonio finito, perché l’alternativa sarebbe divorziare o essere costretta a lavorare. Se il figlio viene molestato sessualmente, la madre non vede mai o, ancora peggio, dà del bugiardo al figlio quando questo le racconta delle molestie subite.

19. Usa il meccanismo della proiezione. Questo suona un po’ da “chiacchiere psicologiche” ma è una cosa che fanno tutti i narcisisti. Proiezione significa che la narcisista “attribuirà” a te i suoi comportamenti sbagliati, il suo carattere e alcuni aspetti della sua personalità, in modo da negarli in sé e poter così punire te per essi. Può essere molto difficile capire se hai tratti che lei ti ha proiettato addosso. Una donna con problemi di disordine alimentare, ossessionata dal peso della figlia. sta usando il meccanismo della proiezione. La figlia non se ne rende conto perché probabilmente ha interiorizzato un’opinione assurda sulla magrezza delle donne e così accetta la proiezione di sua madre. Quando lei le dice che mangia troppo, che ha bisogno di fare più sport o di indossare vestiti più larghi, la figlia ci crede, anche se non è vero. A volte può proiettare anche cose che non hanno affatto senso. Questo capita quando la narcisista si vergogna ed ha bisogno di “spostare” questa vergogna sulla figlia, che diventa un capro espiatorio, e lo fa attaccandola all’improvviso. Ad esempio: la narcisista ti chiede una cosa assurda e tu ti rifiuti con tranquillità di fare quello che vuole. Lei si infuria per il tuo rifiuto e ti urla contro che ne riparlerete quando tu ti sarai calmata e non sarai più isterica. In realtà tu non sei affatto isterica, è lei ad esserlo, ma il tuo esserti rifiutata ha fatto in modo che provasse vergogna per la sua richiesta assurda, una vergogna tale che se l’avesse percepita prima non ti avrebbe chiesto nulla e questo per lei è intollerabile. Quindi proietta (trasferisce) su di te quella vergogna e si convince che il vero motivo del tuo rifiuto è semplicemente che sei così tanto irragionevole. In questo modo può riaffermare la sua mancanza di vergogna e assecondare la sua la caparbietà infantile trasformando il tuo inequivocabile rifiuto nel soggetto di ulteriori discussioni. Te lo chiederà di nuovo “dopo” – probabilmente dopo averti logorato con i suoi atteggiamenti teatrali, dopo averti tenuto il broncio e dopo averti inflitto il trattamento del silenzio, così sarai più disposta a fare quello che vuole.

20. Lei non sbaglia mai su niente. Non importa cosa abbia fatto, non si scuserà mai sinceramente per niente. Invece, ogni volta che sente di doversi scusare, cambia umore e si imbroncia, fa delle scuse offensive o nega le scuse che ha appena fatto con giustificazioni, qualifiche o autocommiserazione: “Mi dispiace che tu ti sia sentito umiliato da me”; “Mi dispiace se ti ho fatto star male”; “ Se ho fatto ciò che era sbagliato”;“ Mi dispiace ma non ci posso fare nulla”; “Mi dispiace di averti fatto sentire stupido, goffo e disgustoso”; “ Mi dispiace ma era solo uno scherzo. Tu sei così ultra-sensibile”; “Mi dispiace che mia figlia senta di avermi sconvolta e di avermi fatta stare male”. L’ultima insultante frase di scusa è anche un esempio di proiezione

21. A volte non sembra consapevole che anche le altre persone hanno sentimenti, nonostante lei sia molto sensibile alle loro emozioni. Ogni figlio di narcisista conosce questa contraddizione perché la madre narcisista riesce ad essere empatica e molto bene anche. A volte questa abilità le porta anche ad identificarsi emotivamente con altri che soffrono e a prendersi cura di loro. Quando prendersi cura della sofferenza di un altro interferisce con qualcosa che la narcisista vuole, il prendersi cura sparisce. Quando una madre narcisista vuole “essere convalidata”, quando vuole suscitare un po’ di dolore emotivo, quando qualcosa che vuole fa male a qualcun altro, spegne l’empatia, come se non fosse mai esistita. Dal punto di vista della capacità, le narcisiste sono estremamente empatiche; infatti hanno il dono di percepire quello che gli altri sentono e pensano. La loro abilità nel discernere e guidare le emozioni delle altre persone è alla base di molte interazioni tipicamente narcisistiche. Le narcisiste sono molto abili in società, questo è il motivo per cui nessuno crede mai ai loro figli quando si lamentano delle loro madri. Sanno bene come far credere a tutti di essere persone deliziose. Le madri narcisiste sono abilissime manipolatrici, e come tali devono essere estremamente consapevoli, momento per momento, delle emozioni di chi stanno manipolando. Se non si sa che cosa la gente sente, non si può spingere sui “pulsanti” giusti. La loro straordinaria sensibilità per i sentimenti degli altri è anche la fonte del piacere che provano nell’infliggere dolore emotivo attraverso i drammi e gli scenari di “non-vittoria”. Alle madri narcisiste piace molto infliggere dolore emotivo e lo fanno davvero bene perché sanno cosa provano i loro figli-bersaglio. Grazie a questa profonda sensibilità non hanno bisogno di picchiare forte. Possono infliggere un immenso dolore senza alzare neppure un dito, quindi perché dovrebbero esporsi a rischi o sprecare energie alzando le mani quando possono suscitare le stesse emozioni usando solo le parole? Ciò che manca alle madri narcisiste è la preoccupazione per le conseguenze delle loro azioni: un comportamento che sembra radicato nel loro profondo egoismo, piuttosto che in un’assenza di empatia. Le madri con un Disturbo Narcisistico di Personalità sono certamente in grado di essere empatiche con le altre persone: lo sono sempre con coloro che sono in conflitto con il loro capro espiatorio. Hanno sentimenti per gli altri narcisisti che conoscono. E per le persone da cui sono “convalidate” e lodate. Hanno persino sentimenti per il loro figli, le volte che essere empatici con loro non costa nulla. Invece non sentono affetto per il loro bambino quando ne stanno abusando. Non sentono nulla che possa interferire con il loro immergersi nei propri desideri e bisogni. Poiché setacciano il loro ambiente per la convalida dei loro comportamenti abusanti, difendono quelli che riconoscono come simili, e non hanno alcuna empatia per le vittime di quegli abusi, come la seguente storia ci mostra: <<Una bambina di quattro anni, era venuta a scuola con il segno di uno schiaffo sul viso, che era le era stato dato dal convivente della madre. Com’era obbligata a fare mia madre informò le autorità competenti ma mi disse che poteva capire perché l’uomo avesse picchiato la bambina: lei era così fastidiosa. Poi disse in tono drammatico ma grondante simpatia “Avresti dovuto vedere i genitori. Erano così imbarazzati!”. Indignata le ho detto: “Che differenza fa per la bambina?” La sua bocca si aprì muta e io compresi che non solo non si curava affatto di quella povera bambina … ma non le sarebbe mai passato per la mente di prendersene cura. >> – Chris Questa storia mostra l’empatia distorta dell’abusatore ad altri abusatori. Non c’era empatia da parte della mamma di Chris per la vittima effettiva. Invece l’empatia era riservata alla donna che lascia il proprio compagno picchiare suo figlio. La madre di Chris si identifica con l’abusatrice, una madre come lei, vessata da un figlio che non soddisfa i suoi bisogni. La sua empatia effettivamente attribuisce virtù alla sua “compagna abusatrice” e le colpe alla vittima, colpe che non sono meritate nella realtà. Uno che picchia un bambino piccolo abbastanza duramente da lasciare le impronte delle mani, poi lo manda a scuola, non si vergogna… e la personalità di un bimbo di quattro anni non può certo essere la colpa del bambino! L’egoistica empatia dimostrata dalle mamme narcisiste contrasta con la genuina empatia vissuta dalle persone normali. Talvolta una persona normale lascia perdere qualcosa che desidera fortemente per se stessa quando realizza che questo potrebbe ferire/urtare un’altra persona. Una madre narcisista, per ottenere quello che desidera, è disposta a passare sopra ogni cosa (e persona) anche se il dolore e la sofferenza che procurerà a qualcun altro (per raggiungere il suo obiettivo), non ne vale assolutamente la pena.

22. Lei macchina situazioni senza via d’uscita, che lasciano te ferito e arrabbiato e neanche sicuro del perché tu ti senta così. In questo classico scenario senza vie d’uscita, il figlio del narcisista è, in modo subdolo, messo spalle al muro e costretto a fare qualcosa di degradante, umiliante o doloroso per gratificare il narcisista. Qualsiasi risposta che sia una degna reazione conforme a quanto innescato. Queste scene sadiche sono una precisa caratteristica del narcisista. Così come frequenti sono questi comportamenti del narcisista, il saldo per tua madre che tu viva ed esprima emozioni dolorose. Ogni volta che tu ti sottometti alla sua umiliazione o che tu reagisci e provochi punizioni dal narcisista, tu ti senti in uno stato di paura, ti senti in trappola, e queste emozioni sono molto gratificanti per lei, la soddisfano. Il suo piacere aumenta quando lei tira fuori il “suo” dolore, che ha espresso sminuendoti, insultandoti e umiliandoti e, a scenata finita, riesce a farti sentire colpevole per tutto quanto è accaduto. Queste scenette sono messe in atto imprevedibilmente, così che i figli dei narcisisti raramente realizzano che la trappola è stata tesa prima che sia già scattata. Come sempre, il narcisista mantiene la capacità di negare, ma la coerenza tra le scene tradisce inequivocabilmente la natura deliberata delle sue macchinazioni. Anche se il narcisista sa costruire le sue scene in modo molto spontaneo, non lo è mai. E’ tutto pensato e premeditato e tutta la sceneggiatura è pianificata bene in anticipo. Se la scena è recitata lontano da casa, puoi essere certo che la madre è responsabile del trasporto, così che il figlio non ha l’opzione di tornarsene a casa da solo. Se la scena è in casa, è praticamente certo che sia nella casa della madre, non nella casa del figlio, e pensata in modo tale che, ancora una volta, è estremamente difficile per il figlio andarsene via. Il narcisista normalmente pianifica gli eventi in modo tale da restare sola con la propria vittima, ma può anche utilizzare la presenza di un figlio giovane in modo che il suo “obiettivo” non reagisca in modo violento. Spesso la parte peggiore di queste scene per il figlio consiste nella consapevolezza di quanto la propria madre goda della sua angoscia (quella che provoca nel figlio – ndt); i figli delle madri narcisistiche spesso descrivono il “sorrisetto” della propria madre e l’aria di godimento quando lei mette in atto questo siparietto avvilente. Quando si confrontano, alcune madri narcisistiche, spesso difendono il proprio comportamento dicendo che stavano solo divertendosi un po’. Non c’è peggior tradimento che sapere che la tua stessa mamma veda il dolore che lei ti ha causato e dica di averlo fatto di proposito; non c’è quindi nessuna emozione più deliziosa per la tua madre narcisistica del tuo senso di terrore e senso di inadeguatezza verso te stesso, verso il tuo amor proprio; è terribile per te figlio capire che tutto questo male lei lo fa in modo deliberato e per divertirsi. Nella storia seguente una figlia adulta è manipolata in una “situazione no-win”. Se non vuole suscitare ritorsioni in sua madre narcisista, deve accettare, ed essere grata, un dono che e’ chiaramente un insulto: <<Pochi giorni prima di natale, mia madre entrò nella stanza dove stavo, portando con sé un paio di vecchie scarpe da tennis usate – del tipo con le suole in gomma e tomaia in tela. Mi ha detto “So che hai chiesto un paio di scarpe da corsa per natale. Ho pensato di darti queste e comprarmene un paio nuovo.” Mia madre era una fissata per la moda ed aveva sempre molte paia di scarpe da ginnastica nuove nel suo armadio. Per di più i suoi piedi sono più grandi e più stretti dei miei, quindi non era possibile che quelle scarpe mi andassero bene, ma ero troppo sconvolta e arrabbiata per pensarci sul momento. Le ho detto “Non voglio i tuoi scarti!” E lei sembrava molto soddisfatta e contenta; mi disse : “Va bene” e se ne andò. Quell’anno non ho avuto nessun regalo per natale, anche se le avevo comprato una cosa dalla sua lista dei desideri, invece mio fratello e mia sorella ricevettero dei regali da lei. Tornata a casa mi arrivò una lettera che iniziava così: “Mi dispiace che ti è sembrato che ti offrissi scarti” e continuava spiegando quanto le sue intenzioni fossero buone, e di come avesse pensato che io sarei stata felice di farle fare qualcosa di bello per se stessa, e quanto per lei fosse difficile essere la madre di una bambina “ingrata” come me. Quella non era la prima volta che faceva una cosa del genere. L’anno prima aveva cercato di darmi una vecchia bicicletta arrugginita come regalo di natale, con la clausola che se ne sarebbe comprata una nuova per lei.>> – Chris Questa storia descrive una classica situazione “no-win”. Benché Chris non lo avesse realizzato a suo tempo, sua madre l’aveva messa in un angolo. Chris era tornata a casa di sua madre per Natale ed era notte tarda. Da specializzanda Chris era costantemente a corto di denaro, ed andare in un hotel, ammesso che ne potesse trovare uno a quell’ora tarda, era fuori discussione. Nessuno, del resto della famiglia, era ancora arrivato, quindi Chris e sua madre erano sole in casa. Non c’erano state né tensioni né discussioni, e l’attacco di sua madre arrivò dal nulla, La madre di Chris propose qualcosa di molto offensivo: avrebbe dato a Chris le sue scarpe usate, che non andavano bene a Chris e per quel regalo Chris avrebbe dovuto essere riconoscente. Si dovrebbe essere estremamente consci di sé e composti per rispondere con calma ad una proposta così degradante, e Chris, stanca, scioccata ed arrabbiata sparò fuori la prima cosa che le venne in mente. La madre di Chris ottenne esattamente quello che voleva: alimentare la rabbia ed il dolore di Chris ed una scusa per punire Chris con esclusione e stando sulle sue e, più tardi, con una lettera piena di rimostranze atte ad indurre senso di colpa. In realtà la madre di Chris non aveva mai avuto in progetto di regalare qualcosa a Chris per Natale. In realtà era arrabbiata con Chris per essersi sottratta agli abusi andando in una scuola di specializzazione in un altro Stato, e voleva punire Chris per la sua defezione. Perciò mise in atto una situazione “no-win” nella quale lei potesse simultaneamente insultare Chris ed usare la prevedibile reazione irosa di Chris come opportunità di punizione e sfogo narcisistico. Nella sua lettera proiettava la propria ostilità ed il proprio egoismo su Chris, biasimava Chris per il proprio cattivo comportamento, e si dipingeva come una martire, mantenendo tutto il tempo la negazione assoluta rispetto alla natura deliberata dell’interazione originale.

23. Lei biasima. Lei ti biasimerà per tutto ciò che non va nella sua vita, o per tutto ciò che la gente fa, o per qualsiasi cosa sia avvenuta. Sempre, ti biasimerà per i suoi abusi. Tu glielo hai fatto fare. Se solo tu non fossi così complicata. La fai arrabbiare così tanto che non può ragionare. Le cose erano dure per lei e il tuo ribattere l’hanno spinta sopra il limite. Questo biasimo è spesso così subdolo che l’unica cosa che tu sai è che ti è stato fatto un torto e adesso tu ti senti in colpa. Tuo fratello ti picchia e la sua reazione è lamentarsi di quanto i bambini siano incivili. Il tuo fidanzato ti ha mollato, ma lei lo può capire, dopotutto lei stessa ha visto quanto tu sia difficile da amare. Si approfitterà egregiamente di te e, quando la affronterai, ti griderà che non può credere che tu sia così egoista da indisporla con certi argomenti così triviali. Ti biasimerà anche per la tua reazione al suo comportamento egoista, crudele e approfittatore. Non può credere che tu sia così gretta, piccola ed infantile da opporti a che lei dia il tuo vestito preferito ad una sua amica. Si aspettava che tu saresti stata contenta di permetterle di fare qualcosa di carino nei confronti di qualcun altro. I Narcisisti sono maestri del multitasking, come dimostra questo esempio. La tua madre narcisistica sta simultaneamente: 1) Mentendo: Lei sa che quello che ha fatto era scorretto e che la tua reazione è ragionevole. 2) Manipolando: ti sta facendo apparire il/la cattivo/a perché tu ti opponi alle sue crudeltà; 3) Essendo egoista: non le importa farti sentire orribile fintantoché le torni utile; 4)Biasimando: lei ha fatto qualcosa di scorretto, ma è colpa tua; 5)Proiettando: i suoi atteggiamenti gretti, meschini ed infantili sono diventati i tuoi; 6) mettendo in piedi un dramma autocommiserativo: lei è la martire che vedeva il meglio in te, ma tu l’hai delusa; 7) Parentificando: tu sei responsabile per i suoi sentimenti, lei non ha responsabilità per i tuoi.

24. Lei distrugge le tue relazioni. Le madri narcisistiche sono come dei tornado: qualsiasi cosa tocchino le famiglie vengono distrutte e ferite sono inflitte. A meno che il padre non abbia il controllo della narcisistica e tenga insieme la famiglia, fratelli adulti di famiglie con madri narcisistiche hanno caratteristicamente relazioni dolorose. Tipicamente tutte le comunicazioni tra fratelli sono superficiali e dettate dal dovere, oppure non parlano per niente fra loro. Per certi versi queste donne alimentano il dissenso tra i loro bambini perché traggono soddisfazione dal senso di controllo che avvertono. Se questi bambini non comunicano se non attraverso la madre, lei può decidere cosa tutti odano. Le narcisistiche amano la frenesia ed il dramma che loro creano interferendo nelle vite dei loro bambini. Vedere la vita della gente esplodere è meglio delle telenovelas, soprattutto quando tu non hai empatia per i loro tormenti. La Narcisista pasce la rabbia, il disprezzo ed l’invidia – i sentimenti che più consumano – per dividere i propri bambini. Quando i bambini vivono ancora a casa, qualsiasi bambino che si opponga alla narcisista garantisce punizioni per tutti gli altri. Nel suo piacere per la vendetta la narcisista veicola di proposito la rabbia dei fratelli sul dissidente coinvolgendo tutti nella propria rappresaglia. (“vedo che nessuno mi ama! Riporteremo questi regali di Natale al negozio. Nessuno di voi apprezzerebbe comunque quel che vi ho preso!”). Gli altri bambini, addestrati a lungo dalla narcisista ad arrendersi, divengono furiosi col bambino che causa problemi, anziché con la narcisista che in verità merita la loro rabbia. La narcisista utilizza anche favoritismi e pettegolezzi per avvelenare le relazioni dei suoi bambini. Il capro espiatorio vede la madre come una creatura capricciosa e crudele. Come è tipico dei privilegiati, gli altri bambini non vedono le sue scorrettezze e giustificano i suoi abusi. Invero questi sono spesso reclutati dalla narcisista per adottare nei confronti del capro espiatorio i suoi atteggiamenti giustificatamente sprezzanti e con il suo permesso tacito o espresso infliggeranno oltre abusi. Il capro espiatorio reagirà prevedibilmente con furia ed uguale disprezzo. Dopo che i bambini saranno divenuti adulti con loro proprie vite la narcisista si assicurerà di tenere ognuno informato circa le azioni degli altri, trasmettendo i pettegolezzi più succosi e disdicevoli (come sempre travestiti da “preoccupazione”) sugli altri bambini e sempre in modo da generare disprezzo anziché compassione. Essendo stati cresciuti da una narcisista, i bambini sono predisposti ad essere invidiosi, e lei approfitta dell’opportunità che ciò rappresenta. Potrebbe non elogiarti mai direttamente, ma si vanterà dei tuoi successi proprio con i fratelli che non se la stanno passando bene. Lei ti racconterà della generosità da lei elargita nei confronti di quel bambino, lasciandoti ad interrogarti del perché tu sia stato escluso ed irrazionalmente arrabbiato con il bambino favorito piuttosto che con la narcisista che te lo ha raccontato. Il risultato finale è una famiglia in cui quasi tutte le comunicazioni sono triangolari. Il narcisista, il ragno nel mezzo della rete famigliare, monitora con delicatezza tutti i bambini per avere informazioni che lei possa usare per mantenere indiscusso il suo controllo sulla famiglia. Poi lei trasmette queste informazioni agli altri, creando risentimenti che impediscono loro di comunicare direttamente e liberamente tra loro. Il risultato è che l’unica comunicazione tra i bambini è attraverso la narcisista: esattamente quello che lei vuole.

25. Come ultima risorsa diventa patetica. Quando messa di fronte alle inevitabili conseguenze delle sue cattive azioni, compresa la tua rabbia, lei si scioglierà in una pozza fradicia di piagnucolosa impotenza. È colpa sua, non ne fa una giusta. Si sente così in colpa. Quel che non fa: prendere responsabilità della sua cattiva condotta e rimediare. Al contrario, come sempre, è sempre tutto incentrato su di lei, e il suo impotente e autocommiseratorio piagnucolio scarica su di te la sua responsabilità per le conseguenze e per la sua infelicità. Come spesso accade coi narcisisti, è un atteggiamento manipolatorio. Se tu non giustifichi il suo comportamento scorretto e non la fai sentire meglio, TU sei una brutta persona per essere così freddo/a, senza cuore ed insensibile quando la tua povera madre si sente così male.
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Narcisismo Patologico / Smascherare un bugiardo
« Ultimo post da Ibleonet il 30 Gennaio 2015, 15:31:14 »
La menzogna è un fatto quotidiano, un fenomeno comunicativo così comune e particolare da aver catalizzato, da sempre, l’attenzione dei filosofi e, in tempi più recenti, l’interesse degli psicologi. Nel 1998 uno studio anglosassone ha misurato la tendenza a mentire dell’uomo moderno: sembra che lo faccia 6 volte al giorno, mentre la donna si limiterebbe, in media, a tre bugie al giorno. Risultati che confermano  luoghi comuni, certo, ma che regalano alla menzogna significati nuovi.
Indagini multidisciplinari nel campo dell’etologia, dell’antropologia, della sociologia e della psicologia sociale hanno reso lampante che mentire non è semplicemente un “vizio”, né una condotta immorale, ma è, che ci piaccia o no, un preciso meccanismo evolutivo e adattativo.
I mammiferi mentono. Per esempio, gli studiosi del comportamento animale hanno documentato che anche gli animali attuano comportamenti assimilabili alle bugie umane e che, soprattutto, la diffusione della menzogna in una determinata tipologia animale sembra essere direttamente proporzionale allo sviluppo di quella specie sulla scala evolutiva. Infatti i più bugiardi dopo gli uomini sono i primati. Vale a dire che i cani e i gatti mentono, come pure fanno molti altri mammiferi, mentre le tracce di bugia si diradano mano a mano che diminuisce il grado di complessità dell’animale in oggetto.
Si potrebbe dire che più sono elevati i bisogni di socialità e di cooperazione per la sopravvivenza di una specie, più si palesa il dinamismo comunicativo della menzogna. Il sociologo canadese Erving Goffman ha dedicato saggi memorabili alla delicatissima spiegazione di come la vita sociale umana non sia altro che una grande rappresentazione teatrale , una infinita catasta di maschere, di omissioni, di negazioni, di pillole doverosamente caramellate allo scopo di favorire l’integrazione tra gli individui. Insomma, in una prospettiva psicosociale non si può affermare che la bugia abbia qualcosa di male, anzi. Gran parte di ciò che in più culture si considera “buona educazione” si basa sulla disponibilità degli individui che ne fanno parte a omettere o alterare parti di realtà, allo scopo, in genere bonario e funzionale, di scavalcare possibili conflitti ed evitare tensioni.
Il fascino fatale della menzogna. Del resto, da sempre, i grandi seduttori e i poeti non fanno altro che abbellire la realtà con grandiose bugie estetiche. Quando dicono: “Sei la/il più bella/o del mondo”ovviamente mentono (e spesso alla grande!) ma è così meraviglioso crederci, che tutti ambiamo nella vita sentirci ripetere il più a lungo possibili sfacciate bugie di questo tipo. L’inganno, inteso come qualità intrinseca nella comunicazione umana è per i più indigesto e condannato dai benpensanti di turno, ma si tratta di un dato evidente ben al di là della meticolosa letteratura scientifica che ne parla; l’inganno è la materia di cui sono fatte la politica, la storia, il marketing e le religioni. Per altri versi, l’inganno è l’anima di molti “teatri familiari”, ed è in tantissimi casi il fil rouge che sostiene la trama di coppie che, private della menzogna, imploderebbero troppo in fretta.
I volti della menzogna. Paul Ekman, uno degli psicologi più influenti di sempre, ha studiato la comunicazione umana in molte culture. E’ utile riflettere sul fatto che la menzogna sia diventata inevitabilmente oggetto delle sue ricerche, proprio in quanto elemento ricorsivo, praticamente imprescindibile, ad ogni latitudine. Tra le scoperte più interessanti del ricercatore statunitense, convalidate e approfondite da più parti sia sul piano sperimentale che su quello empirico ci sono i segni non-verbali del mentire, ovvero comportamenti non-controlabili che possono indicare nell’interlocutore l’intenzione di ingannare. Vediamone alcuni:
-          chi sta mentendo tende a una gestualità rigida e limitata, soprattutto nelle parti distali del corpo (braccia e gambe)
-          le espressioni facciali di chi sta mentendo durano più di quelle spontanee;
-          lo sguardo di chi sta dicendo una bugia resta tendenzialmente sfuggente e defocalizzato;
-          uno degli indicatori della menzogna è la dilatazione pupillare: la pupilla di chi sta mentendo si presenta piccola, contratta;
-          altri possibili gesti che “tradiscono” l’intenzione di mentire sono i cosiddetti movimenti di scarico tensionale come sfregarsi la punta del naso, grattarsi la fronte, le braccia, le mani, la gamba o le ginocchia. Possono indicare il disagio dovuto all’essere insinceri o il timore di essere scoperti.
Il problema non è la bugia ma l’intenzione che contiene. Il problema posto dagli studi sulla comunicazione umana, è definire il limite tra il mentire “funzionale”, ovvero bonario e utile e il mentire “disfunzionale”, manipolatorio e dannoso. E’ esperienza comune infatti che nessuno è più insopportabile di chi pretende di dire sempre la verità, di essere spontaneo, di essere “com’è”. Ci sono dunque bugiardi benevoli, e inganni terapeutici che si contrappongono decisamente alla tautologia della sincerità assoluta.
Le patologie della “verità”.  La pretesa di verità (ovviamente secondo un punto di vista rigidamente stereotipato) è uno degli indicatori più tipici nelle nevrosi di tipo fobico e ansioso, quei disordini in cui il bisogno di controllo supera decisamente la spinta realizzativa dell’individuo e lo relega a una vita psuedo-monastica, comunque limitata e angosciata. La volontà di essere “veri”, l’assolutismo nelle relazioni e negli affetti caratterizza anche le psicosi, dove i soggetti psicotici arrivano a sospettare di chiunque, e a sentirsi minacciati e invasi da un mondo di “menzogne”, di persecutori incontrollabili.
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Due sere fa, su Rai2 , nella trasmissione di Nicola Porro (che di Virus se ne intende) è andata in onda un mix di tutto ciò condensato nel racconto di una giovane ambientalista che, dopo aver meritoriamente ripulito una spiaggia vicino Cagliari dai rifiuti abbandonati da villeggianti cafonal , li stava gettando negli appositi cassettoni della differenziata del capoluogo sardo. Sul più bello, però, ecco arrivare una pattuglia di vigili urbani: l'auto della polizia municipale si avvicina alla ragazza e che fa? La elogia per il suo comportamento civico? No, le appioppa una multa di 167 euro perché - recita il verbale - la «suddetta veniva sorpresa a gettare immondizia in contenitori posti in un comune diverso da quello di residenza della verbalizzata». Capito? Uno la rumenta può gettarla solo nella città in cui abita. Per cui se io che risiedo a Potenza ma vado in villeggiatura a Piscinas volessi ripulire dalla sporcizia la spiaggia sarda, dovrei - secondo le norme cagliaritane - caricare i sacchi di rifiuti in macchina, prendere il traghetto, farmi 800 km di autostrada e liberarmene non prima di essere arrivato nel capoluogo lucano. Ovviamente stiamo esasperando (ma neanche tanto) la normativa in vigore, solo per far capire come spesso il virus dei codicilli legulei sia più letate dell'Ebola. Per averne la riprova basterebbe compulsare il manuale (compendioso quanto una Treccani) di regole e regolette che disciplinano (ma sarebbe meglio dire incasinano) l'apertura di un'attività commercial-imprenditoriale - foss'anche la più semplice - come sa bene lo sfigatissimo popolo delle Partite Iva. Ma il muro di gomma della carta bollata ci «rimbalza» anche quando andiamo negli uffici pubblici per richiedere un certificato o addirittura per donare una somma di denaro in beneficenza: è la burocrazia bellezza, e tu non puoi fermarla. Buttarla sul ridere è una tentazione troppo forte. Ma così facendo si rischia di prendere sottogamba uno dei mali (virus, appunto) peggiori che avvelenano il nostro Paese: la sindrome da documentite; una Repubblica fondata sulle scartoffie che riesce a multare i cittadini per le infrazioni più incredibili. Qualche esempio? In Molise una donna è stata multata mentre andava a pagare il ticket per il parcheggio, mentre a Montecatini il possessore di un'auto si è visto ricevere una multa da 50 euro per aver lasciato l'auto in sosta con il finestrino abbassato. La violazione di legge? È nel fatto che «spetta al conducente adottare tutte le cautele per non far cadere in tentazione i malintenzionati», e quindi lasciare il finestrino aperto configura una sorta di «favoreggiamento al furto».

Il proprietario di un cane è stato invece costretto a pagare 60 euro lire per atti osceni in luoghi pubblico e violazione dell'articolo 83 del regolamento di polizia veterinaria. «Avendo lasciato il suo cane libero senza museruola e senza guinzaglio questi si accoppiava con una cagnetta dando uno spettacolo indecoroso e di intralcio alla circolazione».

Brutta sorpresa anche per un cittadino agrigentino che, stanco dell'incuria dell'amministrazione comunale, ha imbracciato il tosa erbe e ha «bonificato» la villa comunale. Ma per questo si è beccato una diffida per «mancata autorizzazione a pulire zone pubbliche». E che dire del disabile punito perché con la sua carrozzella elettrica transitava tra la gente in una piazza di Iglesias? Un altro automobilista risulta invece multato perché, fermato a un posto di blocco dalle forze dell'ordine, ha «impiegato troppo tempo a trovare il libretto di circolazione». Ma raramente (molto raramente) anche le «autorità preposte» si rivelano sensibili. Come dimostra l'episodio avvenuto in provincia di Varese, dove un uomo viaggiava a una velocità di 70 km/h su una strada con limite a 50 km/h. Dopo aver ricevuto la sanzione, l'automobilista ha fatto ricorso, presentando una cartella clinica in cui dimostrava di soffrire di incontinenza in seguito ad una grave operazione alla prostata. Il giudice ha accolto la richiesta, annullando la multa per «stato di necessità». Come dire: quando scappa, è lecito scappare
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Politica / Se ti ammali ti tasso: la tassa sul cancro, sul diabete e sull'ernia.
« Ultimo post da Ibleonet il 20 Settembre 2014, 09:42:08 »
Una tassa sul cancro, una sul diabete e persino sull'ernia inguinale. È quella che di fatto ha applicato la Regione Puglia ai suoi cittadini con una delibera della giunta dello scorso giugno ma i cui effetti si stanno dispiegando in queste settimane.

Più che mettere la mano alla penna per vergare qualcuno dei suoi proverbiali haiku , il governatore Nichi Vendola ha messo mano al portafoglio. Quello dei contribuenti, però.

La questione è complessa e merita una spiegazione approfondita. Si tratta di un provvedimento che recepisce un vecchio accordo tra ministero della Salute e Regioni per diminuire il tasso di ospedalizzazione (e quindi le spese legate ai ricoveri) erogando alcune prestazioni in regime di day hospital. In particolare, vengono rilevati 108 ambiti diagnostici per i quali al paziente è prescritto di ricevere la prestazione in ospedale per qualche ora e poi tornare a casa. Il problema è che questo lungo elenco - nel quale rientrano le chemioterapie non associate a leucemie (quindi la maggior parte dei casi di neoplasie) - prevede in Puglia un ticket di 37 euro che si aggiunge a quello nazionale di 10 euro per un totale di 47 euro. Per i malati di cancro al danno si aggiungerebbe la beffa.

La sanità pugliese, infatti, è in fondo alla classifica italiana dei livelli di assistenza in compagnia delle disastrate Campania e Calabria. Le liste di attesa sono lunghissime e la qualità del servizio non sempre è eccelsa. Solo nel 2012 e nel 2013 la Regione è riuscita a conseguire il pareggio di bilancio nel capitolo «sanità», ma solo grazie ai trasferimenti statali e all'inasprimento dell'imposizione sui cittadini, cioè con le addizionali Irpef, Irap e, soprattutto, con l'imposizione di odiosi ticket come quello di 1 euro applicato a ogni ricetta. Ecco perché l'imposizione di un balzello ai malati di tumore ha scatenato proteste e polemiche da Bari a Lecce, da Foggia a Taranto. Senza tener conto che le prestazioni in ambito oncologico sono esenti da ticket in tutto il Paese (o quasi, le sorprese sono sempre dietro l'angolo).

Ecco perché ieri l'assessore pugliese alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha cominciato a metter mano alla retromarcia. «Tutti i pazienti oncologici hanno l'esenzione ticket e quindi non ci saranno esborsi aggiuntivi», ha dichiarato il responsabile della materia. «È falso», commenta Rocco Palese, deputato di Forza Italia ed ex assessore alla Sanità nella giunta Fitto. «Per i pazienti oncologici l'esenzione sarà solo in base alle fasce di reddito, dunque solo gli indigenti non pagheranno», aggiunge. La tabella con i 37 euro aggiuntivi del ticket sulla ricetta specialistica, però, è ancora lì, nel Bollettino della Regione.

«Quest'anno i pugliesi hanno subito un aggravio di tasse di 260 milioni di euro senza contare che quell'euro sulle ricette per 47 milioni che se ne scrivono ogni anno significano 47 milioni di euro sottratti ai cittadini», ricorda Palese. E, soprattutto, la Regione è già fuori con l'accusa sulla spesa farmaceutica che nei primi sei mesi del 2014 ha sforato i tetti previsti di 41 milioni di euro. Forse si poteva risparmiare su quella voce. Ma è meglio chiudere con le poesie del governatore. «Ho fatto deficit perché abbiamo tolto le trappole per topi dalle corsie!», disse qualche anno fa. I pazienti oncologici e diabetici ne terranno debitamente conto.
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