Autore Topic: Tutte le doppie poltrone dei magnifici 7 politici siciliani  (Letto 1037 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Ibleonet

  • Amministratore
  • *****
  • Post: 2306
Attualmente in Sicilia sono 7 i politici a doversi dividere fra i doppi impegni. Il ruolo più prestigioso spetta al catanese Nello Musumeci nominato nell'aprile di quest'anno al ruolo di sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nonostante ricopra già la carica di consigliere comunale a Catania eletto nel 2008 con La Destra. Tre sono invece le poltronissime dei sindaci, tutte affidate ad esponenti del Popolo delle Libertà.

LE «POLTRONISSIME» - A Catania Raffaele Stancanelli viene eletto senatore della Repubblica nel maggio 2008, due mesi più tardi diventa sindaco della stessa città. Storia simile per Giuseppe Firrarello che assume la carica di senatore nel 2008 e dal giugno del 2010 anche quella di sindaco di Bronte, piccolo comune sempre in provincia di Catania. Poi c'è Nicolò Cristaldi, deputato dal 2008 divenuto un anno dopo primo cittadino di Mazara del Vallo. Curiosa è invece la storia di Angela Maraventano, eletta senatrice nel 2008 nella circoscrizione dell'Emilia Romagna con la Lega Nord, e dal 2010 nominata vice-sindaco del comune di Lampedusa e Limosa, nel profondo Sud dello stivale. Ruolo di spessore anche per Bruno Alicata, già senatore PdL nel 2008, oggi ricopre anche il ruolo di assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale a Siracusa. Infine Alessandro Pagano oltre ad essere consiglieri comunale a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dal 2008 è inquilino di Palazzo Montecitorio. L'analisi condotta dall'associazione OpenPolis segnala che 121 deputati e senatori occupano più di una poltrona amministrativa. Secondo i dati, la maggioranza spetta agli esponenti del centro-destra, con 47 casi all'interno del Popolo delle Libertà e 42 nella Lega Nord, segue il PD notevolmente distaccato con 14, poi il Terzo Polo con 9, e via dicendo tutti gli altri.



Diego Cammarata IL CASO CAMMARATA - In realtà non è sempre stato possibile ricoprire due incarichi. L'articolo 2 della legge 60 del 15 febbraio 1953 stabiliva che «i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscano servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica Amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente». Alcuni anni dopo l'articolo 7 lettera b e c del testo unico delle Leggi Elettorali D.P.R. del 30 marzo 1957 n. 361, dichiarava ineleggibili «i presidenti delle Giunte provinciali» e «i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti».Ebbene, nel maggio 2001 l'avvocato cassazionista Diego Cammarata viene eletto con Forza Italia alla Camera dei deputati e nel novembre dello stesso anno si candida, per poi vincere con il 56,1% delle preferenze, alla carica di sindaco della città di Palermo. A quel punto sorge il problema della doppia nomina e dell'ineleggibilità costituzionale. Anche in questo caso la soluzione è dietro l'angolo, la giunta regionale dichiara compatibile la doppia investitura ed il sindaco rimane ad occupare le due poltrone. Sarà la legge 165 del 2 luglio 2004 a sancire la vittoria di Cammarata regolando le disposizioni di attuazione dell'articolo 122 della Costituzione e garantendo alle singole «regioni la possibilità di disciplinare con legge i casi di ineleggibilità».