Autore Topic: S.Giuseppe Jato: Sindaco chiude strada per compleanno bimbo dell'amica  (Letto 833 volte)

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Offline Ibleonet

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SAN GIUSEPPE JATO - Si può far chiudere al traffico la strada che passa davanti a casa propria, nel giorno del compleanno dell´amato figlioletto? Sì che si può. Almeno a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, dove il sindaco Giuseppe Cosmo Siviglia ha deciso di accontentare una sua concittadina e sostenitrice. La donna, lo scorso 19 luglio, ha inoltrato un´istanza al sindaco chiedendo di chiudere la strada che passa davanti alla sua abitazione per festeggiare il compleanno del figlio di 4 anni. Il passaggio delle automobili, evidentemente, avrebbe disturbato la festa per il piccolo. La notizia è che, invece di farsi una risata, il primo cittadino ha preso carta e penna e ha immediatamente emesso un´ordinanza, per giustificare la quale ha inserito il compleanno del bambino tra i festeggiamenti dell´estate jatina.
E così il 29 luglio la strada è rimasta interdetta al traffico tra le 20,30 e le 23, con tanto di segnaletica e impiego di poliziotti municipali. In paese ora non si parla d´altro.
Il sindaco difende la sua scelta, spiegando in un comunicato che la sua ordinanza è stata emessa "nel contesto di un'estate jatina che vede nei quartieri adiecenti le vie principali, nelle ore serali, riunioni di amici e parenti che socializzano davanti le proprie abitazioni in queste calde serate estive". Riguardo alla scelta di vietare al traffico una strada per una festa di compleanno, il sindaco la spiega con il fatto che "i bambini del quartiere intendevano

festeggiare un piccolo di anni 4 giocando assieme a lui", e dunque c'era da considerare "la salvaguardia dell'incolumità dei piccoli e amorevoli ribelli del quartiere che in ogni caso si sarebbero cimentati nelle loro ammirevoli e genuine scorribande".
Il presidente del Consiglio comunale di San Giuseppe Jato, Alessandro Costanza, si dissocia però dal sindaco Siviglia. “Non condivido l’ordinanza che ha emesso il sindaco” dice. “Se voleva aiutare una famiglia di indigenti poteva mettere a disposizione una sua proprietà e non un luogo pubblico”.
La Procura intanto ha acquisito  sta valutando se ci sono gli estremi per aprire un’inchiesta.