Autore Topic: Canicarrini :Il Sindaco Amenta eletto vice presidente dell'Anci Sicilia  (Letto 832 volte)

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Dopo la nomina dello scorso 23 luglio che aveva portato, dopo oltre un decennio di guida del centrodestra, il sindaco di Alcamo, Giacomo Scala del Pd, alla presidenza regionale dell'ANCI, l'Associazione dei Comuni Italiani, oggi i 65 componenti del Consiglio regionale (30 sindaci o pre-sidenti di unioni, 25 consiglieri, 9 sindaci di diritto dei comuni capoluogo e delle città metropolitane e dal coordinatore regionale delle isole minori) hanno provveduto all'elezione dell'ufficio di presi-denza, composto da 4 vice presidenti regionali.
Tra i vice presidenti c'è anche il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, oltre al sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale, vice presidente vicario, e a quello di Melilli, Pippo Sorbello e di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia.
Un riconoscimento di grande prestigio per il sindaco Amenta, già componente dell'Assemblea e componente della cabina di regia regionale sugli interventi di programmazione sociale della 328 in rappresentanza dell'Anci, che entra così nell'ufficio di presidenza del parlamentino dei Comuni siciliani, oggi sempre più impegnati a superare la crisi economica che sta coinvolgendo i loro territorio, e quella finanziaria dei bilanci degli Enti Locali, dovuta principalmente ai notevoli tagli dei tra-sferimenti di fondi da parte dello Stato, in particolare oggi con le misure adottate dal governo na-zionale, e dalla Regione. «E' per me motivo di soddisfazione - ha dichiarato Amenta - aver ricevuto la fiducia ed i consensi dei colleghi sindaci siciliani e dei restanti componenti del Consiglio regionale. Questo nuovo e pre-stigioso incarico sarà certamente un osservatorio privilegiato per poter analizzare lo stato di salute dei Comuni, individuarne i problemi, e avanzare le proposte agli organi di governo per la loro so-luzione. Ad iniziare dalla riduzione delle risorse finanziarie, che costringono tanti Comuni e tanti col-leghi sindaci a dover tagliare servizi o ad aumentare l'imposizione fiscale sui cittadini per poter mandare avanti i loro enti e la macchina amministrativa. Senza dimenticare la drammatica crisi economica che sta colpendo il sistema delle imprese e l'occupazione, in particolare quella giovanile, e un disagio sociale che si sta allargando a macchia d'olio colpendo in modo inesorabile le fasce più deboli delle nostre comunità. Su questi temi, così come su quelli che riguardano l'applicazione della riforma dei rifiuti, degli Ato idrici e della stabilizzazione del precariato, dobbiamo misuraci da subito, cercando di recuperare, come Anci, il tempo perduto in diatribe interne, come già avviene nella politica, che di certo non vanno verso la soluzione di questi problemi».