Autore Topic: Passeggiar ad Ortigia per seguir l'ombra di Archimede ed i versi di Teocrito  (Letto 5124 volte)

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Offline Ibleonet

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A Siracusa camminavamo
nei boschi d'aranci,
vedendo fra i tronchi
splendere il mare...
... Là voi vorreste vivere.
Là, là è la gioia.
(Gabriele D'Annunzio)



Capoluogo di provincia, con circa 126.000 abitanti, Siracusa è una città sul mare, tra le più belle del Mediterraneo. Ricca di storia e di monumenti, essa testimonia tutta la varietà e complessità culturale della Sicilia, dalla preistoria ai giorni nostri. Sintesi perfetta di questa varietà è il Duomo (tempio dorico costruito su insediamenti siculi, poi basilica bizantina, chiesa normanna, tardo rinascimentale e infine barocca).
Costruito nell'isola di Siracusa, Ortigia, il duomo con la sua cattedrale  è il più singolare e prestigioso monumento della città.









All’esterno si può ammirare la stupenda facciata iniziata nel 1728, in sostituzione della precedente di epoca normanna crollata in seguito al terremoto del 1693. La cattedrale è frutto dell’adattamento eseguito nel VII secolo  del sontuoso tempio dorico di Atena risalente al V secolo a.C., in chiesa cristiana basilicale a tre navate. Ciò è stato ottenuto chiudendo lo spazio fra le colonne esterne, e aprendo le mura della cella ricavando l’attuale navata centrale.







Una grande terrazza calcarea che si affaccia sulla sottostante linea costiera e dotata di un magnifico porto naturale, la città odierna é divisa tra una parte vecchia, l’isola di Ortigia, e una parte nuova, di recente espansione.

Ortigia è una isoletta  è stata da sempre la culla di Siracusa a cui e collegata attraverso   il ponte Umbertino.








L’isola di Ortigia, anticamente una penisoletta collegata alla costa da uno stretto istmo, fu la sede del primo stanziamento dei coloni provenienti dalla madrepatria Corinto grazie alle sue ideali condizioni naturali: la disponibilità di due ottimi porti (il Lakkios a nord e il Porto Grande a sud), l’abbondanza di acqua dolce, la possibilità di controllo delle fertili pianure dell’interno.







Ortigia mostra subito il fascino di un luogo che ha visto succedersi e stratificarsi, in oltre tremila anni, espressioni importanti delle maggiori civiltà del Mediterraneo.
Edifici sacri di stile dorico di epoca rinascimentale e barocca costruiti in Sicilia risalente al 500 a.C.



Il più grande edificio di origine medioevale è il castello di Maniace oggi  sede delle forze armate italiane.






Oltre alla Cattedrale  in piazza Duomo si susseguono diversi edifici in stile barocco, come il Palazzo del Senato, risalente alla metà del seicento attuale sede del municipio.






Palazzo Beneventano del Bosco ristrutturato alla fine del settecento, la  chiesa di Santa Lucia alla Badia e il palazzo Arcivescovile, sede del Seminario di Siracusa e della bibblioteca Alagoniana.















 il Palazzo della banca d’Italia  si affaccia su Piazza Archimede con   il quattrocentesco  Palazzo Lanza, con la facciata aperta da eleganti bifore che si alternano a delle colonne, al centro della piazza troviamo la fontana di Artemide  che raffigura la trasformazione della ninfa Aretusa in sorgente.








La Fonte Aretusa è uno dei luoghi più famosi di Ortigia, è una sorgente di acqua dolce che si riversa in uno specchio d’acqua recitato ove  al suo interno nasce spontaneamente il papiro.
Il nome della fontana si ricollega al mito della ninfa Aretusa che inseguita dal suo innamorato il dio fluviale Alfeo, si rifugiò ad Ortigia tramutandosi in fonte, allora Alfeo si tramutò in fiume e passando sotto il mare la raggiunse facendo confluire le proprie acque in quelle della ninfa.













Nella parte settentrionale dell’isolotto sorse, dominandone l’ingresso, l’Apollonion, uno dei più antichi templi di ordine dorico del mondo greco di cui rimangono gli imponenti e splendidi resti, nonostante i danni e gli oltraggi causati nei secoli dagli uomini.
Il tempio, dedicato ad Apollo, è stato oggetto di interesse da parte di vari studiosi soprattutto dopo le operazioni di scavo che hanno liberato l’edificio dalle diverse sovrastrutture che lo occupavano quasi per intero. Ancora nel 1862, il tempio era nascosto ed inglobato, appunto, da edifici ed abitazioni; solo in seguito agli scavi effettuati dal 1938 al 1943 fu completamente messo in luce.

L’edificio templare si trova nell’area archeologica di piazza Pancali, tra l’odierna via Dell’Apollonion (una volta via Diana) a sud, a est piazza Pancali e largo XXV Luglio ad ovest. Disposto in senso est - ovest, il tempio conserva ancora oggi resti di una torre di età bizantina e il coevo muro di cinta addossati al versante occidentale.






Visitare Ortigia, l'anima di Siracusa, é un'esperienza piacevole e insieme profonda: un lungo viaggio in appena un chilometro quadrato, tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe, modeste abitazioni e grandi edifici pubblici.
Sontuose piazze. Un quartiere ebraico e la sinagoga Ebrea. Strade animate e vicoli solitari.

















Alberghi, Ristoranti, caffè, librerie e negozi. Una biblioteca che custodisce libri rari e antichi. Una preziosa collezione numismatica.
La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, che espone opere di Antonello da Messina e Caravaggio. L'Istituto del Dramma Antico. Un sorprendente Museo del Cinema.
A Ortigia si respira la storia.

Qui ti segue l’ombra del grande Archimede, spirito moderno in un cervello antico, matematico e fisico eccelso che, dopo aver difeso Siracusa dall’assalto dei Romani di Marcello (212 a.C.), fu ucciso da un legionario mentre era assorto a studiare figure geometriche disegnate sul pavimento. E allo scienziato greco è  dedicato ed ispirato il nuovo  museo Siracusano che sorge al Palazzo Pupillo, "Arkimedeion" è  il primo museo multimediale scientifico del sud Italia, al suo interno non sono infatti esposti reperti antichi bensì le ricostruzioni di esperimenti e macchine realizzate da Archimede con cui il visitatore può interagire.












Ad Ortigia  ti seguono i versi, raffinati e musicali, del poeta Teocrito.
Quasi ovunque vedi una peculiare impronta barocca, data dalla ricostruzione settecentesca della città dopo il terremoto del 1693 e, già dal secolo precedente, dall'opera dei Vermexio, famiglia illustre di architetti siracusani.

 E' impossibile riassumere la ricchezza monumentale, la bellezza, la vivacità e la malinconia di Ortigia. Comunque capiti di percorrerla  secondo precisi itinerari o affidandosi al caso  s'incontrerà sempre il mare: il grande porto naturale che é bellissimo al tramonto, il mercato, gli odori per le strade, i menu di pesce dei ristoranti.












Ogni cosa a Ortigia riporta al mare. E al rapporto col mare  più o mene intensamente vissuto dall'antichità a oggi  la città vecchia deve il suo fascine e la sua ricca storia.
La città moderna ha inglobato parte del patrimonio archeologico della città come le Latomie dei Cappuccini, la Chiesa e le Catacombe di San Giovanni Evangelista, il Santuario di Demetra e Kore.
 Un po’ isolato, il Parco della Neapolis  con il Teatro Greco, l'Anfiteatro Romano, l'Ara di Ierone II, le Latomie del Paradiso e di Santa Venera, la Grotta dei Cordàri e l'Orecchio di Dionisio riesce a dare le suggestioni di un luogo dove ancora natura, storia e mito s'incontrano.
La vita culturale cittadina è conosciuta soprattutto per il ciclo biennale di spettacoli classici che hanno il loro spazio scenico nel Teatro Greco.
 Antico luogo di culti diversi, Siracusa mantiene un’intensa religiosità nella devozione alla Madonna (cui è stato dedicato di recente il grande Santuario della Madonna delle Lacrime) e a Santa Lucia, patrona della città.