Autore Topic: Maria Caligiore Assolta :era solo incapace di intendere in quel momento  (Letto 5400 volte)

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Non era capace di intendere di volere al momento in cui uccise e per questo motivo ieri è stata assolta. Per lei è scattata però la misura del ricovero per dieci anni in un centro terapeutico assistito.
Si è concluso in questo modo - sostanzialmente con la piena condivisione da parte dei giudici dell'impostazione della Pubblica accusa, retta in aula dal sostituto procuratore Marco Bisogni, che tre giorni fa aveva rassegnato le proprie conclusioni - il processo che ha visto imputata davanti ai giudici della Corte d'Assise (presidente Maria Spanto e a latere Stefania Scarlata) Maria Caligiore, 42 anni, accusata di aver ucciso Giuseppe Calleri, 82 anni, suo vicino di casa.
Con la stessa sentenza l'Assise ha anche respinto l'ultimo tentativo che aveva fatto il patrono della parte civile, l'avvocato Ettore Randazzo, per ottenere che Maria Caligiore venisse sottoposta ad un nuovo accertamento medico-legale.
La vicenda della quale ieri nel Palazzo di giustizia è stata definita la prima pronuncia risale al 6 febbraio del 2008 quando nelle campagne di contrada "Poi", nel territorio di Palazzolo Acreide, Maria Caligiore - è stata questa la ricostruzione degli inquirenti così come emersa nel corso della requisitoria del Pm - avrebbe sorpreso l'anziano vicino (i due avevano dei fondi confinanti) che raccoglieva cicoria selvatica nel suo terreno. A quel punto la donna avrebbe preso una pietra e lo avrebbe colpito alla nuca. Poi avrebbe liberato i cani che avrebbero aggredito l'anziano. Un motivo futile, dunque, sullo sfondo del quale si sarebbe annidato del rancore della donna nei confronti dell'anziano.
La richiesta della pubblica accusa, poi condivisa dall'Assise, di giungere ad una pronuncia di incapacità di Maria Caligiore (che è stata assistita dall'avv. Maria Luisa Buscema) è stata ancorata a quanto emerso anche da una consulenza che era avvenuta in fase di incidente probatorio davanti al gip.

Offline Ibleonet

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Maria Caligiore come confermato poi dalla corte d'Assise era solo una donna con problemi di salute, aggravati  da un vicino di casa magari un pò troppo vessatorio,non si capisce bene come mai il Signor Calleri, la vittima 82 enne poi  rimasto  ucciso, si fosse ostinato a violare ancora una volta  il domicilio della Caligiore, col quale poi non erano in buoni rapporti, ragion per cui, la cicoria essendo di natura selvatica avrebbe anche potuta raccogliere nel suo di terreno o nei fondi vicini, certo che nessuno che non sia in cattiva fede entra a casa del vicino col quale da sempre litiga , se non magari  per provocare i nervi già provati di chi oltre il vicino di casa a vessarla c'era anche un ceppo di parenti ostili alla sua malattia.

E aberrante leggere in internet  uno nuovo capitolo di ignoranza,di pregiudizi,di maldicenze gratuite, scritto direttamene  dalle mani  frustrate di un nipote sadico, eccitato   per l'arresto della stessa zia,e con goliardia argomentato nello  stesso sito "ghetto" che gestisce, dove con pocheza d'animo e infinita tristezza rinnega la zia,quella zia  rea di essere solo malata,molto  fragile e abbandonta a se stessa al  suo disturbo mentale, fino a prevalere su di lei, sulla sua ragione, spingendola poi fino al suo totale declino.

I disturbi mentali, che emergono in un adulto, spesso rinvenuti tardi e  sotto forma di gravi reati consumati nel sociale, sono quasi  sempre preconfenzionati nel ceppo familiare, in una primissima pagina di vita :l'infanzia.
Non ci è dato sapere il trascorso di Maria Caligiore, la sua infanzia , la sua adolescenza,  non ci è dato sapere se ha subito violenze fisiche e psicologiche nel contesto della sua   stessa famiglia, per poi più tardi l'inconscio ribellarsi in una Maria Caligiore oramai adulta e autonoma  decidendo e attuando pe lei sistemi di sicurezza.
stabilendo a priori che nn avrebbe più subito mai più  nulla da niente è nessuno, magari creandosi attorno a se degli elementi, degli ausili che a comando,  l'avrebbero protetta da chichessia senza il minimo scrupolo o la minima pietà,da chi avrebbe voluto e potuto tornare ancora  a minacciarla, tormentarla, ad usarle ancora violenza, fisica o psicologica come magari accadeva quando era una  bambina o adolescente,  sola e indifesa.

Offline Ibleonet

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Ci Sorge il dubbio legittimo:
Come mai , il nipote che da sempre ligio nell 'annunciar abusivamente, comunicati stampa dei carabinieri( solo le testate giornalistiche possono farlo e speriamo che un giorno le forze dell'ordine, gli stessi Carabinieri, ci spieghino perchè nonostante le denunce non abbiano fatto  e nn facciano ancora  indagini in merito) e tronfio di recitare sempre ...."persona già conosciuta alle forze dell'ordine"
 come mai  non ha mai annuncciato dal suo sito abusivo l'assoluzione della zia ?
Niente niente gli brucia un pò l'assoluzione?

E' già che anche lui si era messo a disposizione (nella sua infinita ignoranza)
delle forze dell'ordine, al fine di fare arrestare chi non era una delinquente, ma semplicemente una donna malata, che se forse avesse avuto vicino la famiglia, avrebbero potuto aiutarla a farsi curare in tempo, prima di traumatizzarla ulteriolmente, più di quanto la stessa vita  non avesse già fatto.