Autore Topic: CANICATTINI:La procura di modica sequestra l'impresa ecologica di GIORGIO PUCCIA  (Letto 1844 volte)

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Offline Ibleonet

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La Procura della Repubblica di Modica  ha posto sotto sequestro anche i cantieri di Portopalo e Canicattini Bagni dove l’Impresa Ecologica “Giorgio Puccia” ha in corso altrettanti appalti. Non che siano emersi fatti inerenti quelle due realtà(allo stato non è dato a sapere)ma perchè nel calderone sono finiti tutti i beni che vanno ricondotti all’azienda, compreso, come si è detto, il Villaggio Turistico di Marina di Modica. L’amministratore giudiziale, Walter Buscema, in questi giorni sta mettendo assieme tutti i tasselli per una buona gestione della società, e tra una decina di giorni incontrerà tutti i dipendenti per chiarire come stanno le cose. In atto i lavoratori hanno sospeso, responsabilmente, ogni tipo di protesta riguardo il mancato pagamento degli emolumenti in attesa di sapere da Buscema la situazione. Il compito di quest’ultimo è quello di vigilare e gestire anche se Giorgio Puccia, conosciuto come Salvatore, può liberamente andare in cantiere, dare disposizioni, sempre concordandole con Walter Buscema. In buona sostanza può continuare ad operare la sua attività ma non amministrare. Significa, questo, che l’imprenditore può impartire disposizioni, organizzare il lavoro e altro. “Ho letto attentamente tutti gli atti accusatori – dichiara Puccia -. Ho cominciato a leggerli alle due di notte e fino alle sei di mattina, dopodiché sono andato a letto e ho dormito tranquillamente, perchè mi sono reso conto di potere dimostrare la nostra regolarità. Sono accuse che possiamo, come dicono i nostri legali, gli avvocati Mario Caruso e Salvatore Poidomani, smontare documentalmente. Tanto per dire: mi hanno accusato di avere fatto sversare 30 mila litri di reflui provenienti dal lavaggio di cassonetti nel piazzale del nostro impianto di smaltimento. Impossibile perchè abbiamo documenti che dimostrano di avere sversato presso il depuratore e poi, qualora fosse come sostiene l’accusa, la quantità non potrebbe superare i mille litri”. Anche l’ex assessore alle Politiche Ambientali, Tiziana Serra, pure lei indagata, chiarisce: “il mio è un sentimento misto di stupore e incredulità. Ho appreso di essere indagata dalla stampa(e non dagli organi competenti). Ancora non mi è chiaro a che titolo. Attendo di vedere chiarita al più presto la mia posizione, ma c’è la mia personale impellente esigenza morale di affermare la mia totale estraneità ai fatti così come riportati dalla stampa. La mia attività di assessore all’ecologia del Comune di Modica, svoltasi dall’agosto 2008 a settembre 2010, è stata improntata al perseguimento di due obiettivi: rendere efficiente un servizio precipuo per la città e per i cittadini e affermare il principio di rispetto della legalità”. Il Pd, dal canto suo, esprime piena solidarietà all’avvocato Serra e al dirigente del settore, Giorgio Muriana Triberio, riponendo piena fiducia nell’operato della magistratura, consapevole dell’onestà, rettitudine e trasparenza dell’azione amministrativa della giunta Buscema, dell’ex assessore e del dirigente, e confida in una rapida conclusione del procedimento che farà sicuramente piena luce sui fatti contestati.

Offline Ibleonet

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Con ordinanza del 26 novembre 2011, il tribunale del riesame di Ragusa ha confermato il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del tribunale di Modica nei confronti di Giorgio Puccia.
La Procura ha reso noto: «Relativamente ai reati ambientali contestati, il tribunale ha ritenuto pienamente confermato il compendio probatorio raccolto dalla Procura della Repubblica di Modica, ritenendo provate le operazioni di smaltimento di rifiuti poste in essere attraverso il loro abbandono ovvero il loro deposito incontrollato sul suolo e mediante la realizzazione di discariche abusive in territorio del comune di Modica.
Il tribunale ha condiviso in pieno le argomentazioni del gip che richiamavano le attività di appostamento ed osservazione, sostenute da riprese audiovisive, effettuate dalla polizia di Stato. Da tali osservazioni emergeva che incaricati della ditta Puccia scaricavano sul terreno sito in contrada Piano Ceci un consistente quantitativo di rifiuti in parte proveniente da attività da scerbatura, in parte consistente in rifiuti solidi urbani (pneumatici, bottiglie e sacchetti).
Ancora, dal provvedimento emerge che è stata indebitamente utilizzata dalla ditta Puccia una discarica abusiva ubicata nelle adiacenze del cimitero comunale di Modica e che sono stati illecitamente smaltiti reflui prodotti dal lavaggio dei cassonetti mediante il versamento dei liquami all'interno della piattaforma sita in contrada Piano Ceci e non presso il depuratore comunale. Tutto ciò - sostiene il tribunale - costituisce violazione della normativa ambientale, al pari delle illecite operazioni di stoccaggio di farmaci scaduti e di altri rifiuti speciali, occultati all'interno dei locali della predetta ditta, nonché allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi (in assenza di specifiche autorizzazioni).
Ricorrono – prosegue il tribunale di Ragusa – gli indizi di tutti i reati ambientali contestati a Puccia Giorgio e ricorre altresì il pericolo connesso alla commissione di reati della stessa specie di quelli per i quali si procede, atteso che la libera disponibilità in capo alla persona indagata della struttura aziendale, gestita con estrema disinvoltura nell'applicazione nel rispetto della complessa normativa in ambientale, renderebbe agevole la commissione di ulteriori reati. Dai reati contestati – conclude il tribunale – emergono con chiarezza ed evidenza le modalità di gestione del servizio ad opera della ditta Puccia, che appare far fronte alle contingenze (necessità di accantonare farmaci scaduti o di eliminare eternit) senza crearsi alcuna difficoltà operativa derivante dal doveroso rispetto delle norme. A ciò si aggiunga il ricorso all'espediente della realizzazione od incremento delle discariche abusive per la gestione di determinate tipologie di rifiuti, o all'utilizzo della propria struttura aziendale per altre tipologie di rifiuti, sempre in assenza dell'autorizzazione.
Secondo il tribunale, i fatti contestati non costituiscono episodi isolati, ma rendono evidente il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di condotte analoghe a quelle contestate, con aggravamento e protrazione delle conseguenze dei reati ipotizzati ed agevolazione della commissione di altri.
Giorgio Puccia è stato così inoltre condannato al pagamento delle spese del procedimento».