Autore Topic: Buccheri tra i 15 comuni del siracusano commissariati  (Letto 1184 volte)

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Offline Ibleonet

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 La Regione Siciliana avvia il commissarimento di 266 Comuni e 7 Province  su 9, per non aver adempiuto all'obbligo di approvazione dei bilanci consuntivi del 2009, per cui nei prossimi giorni si insedieranno i commissari ad acta. A firmare i provvedimenti, che sono stati già notificati,  è stata l'assessore alle Autonomie Locali, Caterina Chinnici (nella foto). Nel lungo elenco figurano tutti i comuni capoluogo,  quindi anche Siracusa, con l'esclusione di Catania e Trapani,  e  nel siracusano anche i comuni di Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Rosolini e Sortino. Mentre delle 9 Province regionali solamente Siracusa e Trapani non verranno commissariate avendo approvato i relativi consuntivi.

"E' un provvedimento - spiega l'assessore Chinnici - straordinario, che non vuole essere assolutamente punitivo, ma che si è reso necessario e urgente a causa del fatto che  è trascorso oltre un mese dalla data di scadenza per l'approvazione, fissata per il 30 aprile. Ho dato disposizione agli uffici del dipartimento delle Autonomie locali di verificare, comune per comune, prima della notifica dei decreti di nomina, se il documento contabile fosse stato, nel frattempo, approvato. Così eviteremo di inviare i commissari inutilmente".

Compito dei commissari ad acta inviati dalla Regione sarà quello di  predisporre, nel caso in cui le giunte comunali non l'abbiano ancora fatto, lo schema di bilancio consuntivo del 2009, in pratica i soldi spesi nell'esercizio finanziario precedente  chiuso al 31 dicembre, convocando i rispettivi consigli comunali e assegnando loro il termine di 30 giorni, per l'approvazione del documento contabile.

In caso contrario, saraà lo stesso commissario a varare la manovra finanziaria. E' fissato al 30 giugno, invece, il termine per l'approvazione dei bilanci di previsione per il 2010.

Quella dei bilanci di previsione, comunque, diventa una vicenda politica ed amministrativa che nei fatti blocca l'attività degli enti, o li costringe ad operare per dodicesimi, rendendo difficoltosi i pagamenti e l'espletamento dei servizi.

Da qui, la proposta arrivata da più parti, di arrivare a fare approvare gli strumenti finanziari, di fatto la programmazione negli enti, non tanto ad aprile, considerati gli slittamenti che alla fine si registrano, se va bene  sino a metà anno,  come in questo caso, bensì alla fine di ogni anno in modo da poter programmazione  l'attività  per l'anno successivo.

Ma questo presuppone una scelta politica ed una riforma che forse in questa  travagliata fase dell'attività di governo regionale, difficilmente  verrà messa all'ordine del giorno.