Autore Topic: Derubricata l'accusa per associazione mafiosa al governatore Lombardo  (Letto 1173 volte)

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Offline Ibleonet

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 Il governatore siciliano non deve più rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa ma di violazione della legge elettorale. La Procura di Catania ha deciso di derubricare il reato contestato a Raffaele Lombardo e al fratello Angelo citandoli direttamente a giudizio. Il prossimo 14 dicembre, davanti al giudice monocratico, dovranno rispondere di voto di scambio semplice senza neppure l' aggravante di aver favorito la mafia. In sostanza avrebbero solo fatto promesse in cambio di voti in occasione delle elezioni del 2008 ma non nella tornata che ha portato Lombardo alla guida della Regione. Angelo da candidato poi eletto alla Camera, Raffaele in quanto leader dell' Mpa. Dunque non ci sarebbe alcun riscontro alla montagna di accuse contenute nel rapporto dei Ros e nella successiva inchiesta Iblis che ha spedito in carcere 50 tra mafiosi e imprenditori. «È il primo passo per fare giustizia - esulta Lombardo - anche la Procura ha riconosciuto che non ho mai favorito la mafia. Dimostrerò l' infondatezza anche della nuova ipotesi accusatoria». In ogni caso si tratta di poca cosa. La pena prevista va da 1 a 4 anni ed è molto probabile che scatti pure la prescrizione. Una decisione a sorpresa quella firmata dal procuratore facente funzione Patanè e dall' aggiunto Zuccaro dopo la clamorosa spaccatura all' interno della Procura con l' estromissione dei pm titolari dell' inchiesta per i quali invece c' erano gli estremi per chiedere addirittura l' arresto dei fratelli Lombardo accusati di «aver beneficiato del sostegno economico ed elettorale della mafia». A giugno l' inchiesta venne avocata dai capi dell' ufficio lasciando ipotizzare un' imminente richiesta di archiviazione che comunque sarebbe passata al vaglio del Gip il quale come spesso accade (basta vedere quanto successo col ministro Romano) avrebbe anche potuto rigettarla. Ma andando alla citazione diretta si ritiene di poter evitare il passaggio dal Gip. Procedura che molti non ritengono possibile in quanto ci deve sempre essere un giudice terzo che si pronunci sull' accusa per la quale è stata condotta l' indagine preliminare. Tra l' altro davanti al Csm pende il ricorso degli ex titolari dell' inchiesta e potrebbe esser ribadita la necessità di un vaglio del Gip. Per non dire che il provvedimento è stato notificato poche ore dopo la decisione del consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di un magistrato contro la nomina di Patanè ad «aggiunto» che è condizione necessaria per guidare la Procura seppur da facente funzione. A completare il quadro c' è poi la disputa per il nuovo procuratore di Catania che dovrebbe essere nominato entro settembre. E guarda caso tra i papabili c' è anche uno dei pm spogliati dell' inchiesta, l' ex presidente dell' Anm Giuseppe Gennaro impegnato in un testa a testa col procuratore generale Giovanni Tinebra. Insomma troppe le incognite per ritenere definitivamente chiusa la partita.