Autore Topic: MAFIA :Catania Inchiesta Iblis arrestato il figlio del Boss Santapaola  (Letto 1847 volte)

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Offline Ibleonet

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 Vincenzo Santapaola, 43 anni, figlio del boss ergastolano Benedetto, è stato arrestato da carabinieri del Ros di Catania nell'ambito dell'inchiesta Iblis su presunti rapporti tra mafia, imprenditoria e politica. Nei suoi confronti, il 28 febbraio scorso, il Tribunale del riesame ha confermato la richiesta di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura. Vincenzo Santapaola era sfuggito al blitz Iblis del 3 novembre 2010, rendendosi irreperibile. Durante la sua latitanza il Tribunale del riesame aveva annullato l'ordine di arresto. Contro questa decisione la Procura di Catania ha ricorso in Cassazione, che ha disposto l'annullamento del provvedimento dei giudici e rinviata la decisione a un altro collegio. Un diverso Tribunale del riesame ha valutato la posizione di Vincenzo Santapaola e ha ritenuto che esistono le esigenze cautelari, ripristinando l'ordine di arresto che è stato eseguito da carabinieri del Ros.
IL LEGALE - Il ripristino dell'ordine di carcerazione per Vincenzo Santapaola «rappresenta l'ennesima dimostrazione di quanto risulti difficile, a volte impossibile, giudicare un uomo, invece di un cognome», si legge in una nota dello studio legale Strano Tagliareni. «Abbiamo letto il provvedimento del Tribunale della libertà - si legge nella dichiarazione - e abbiamo notato, con doloroso stupore, che si sono modificate circostanze storiche certe, pur di sostenere una tesi fondata sul nulla. Basti pensare - si sostiene dallo studio legale - che si è sostenuto che il nostro assistito riceveva consegna di proventi dell'associazione e di essi viveva, quando, invece, in quel periodo egli si trovava ristretto in carcere a Milano in regime di 41bis». «Con amarezza - conclude la nota dello studio Strano Tagliareni - dobbiamo constatare che non basta condurre una vita onesta e svolgere una lecita attività lavorativa, come certificato da rapporti della polizia di Stato, per ottenere di essere giudicati in base alle proprie azioni, invece che in base a pregiudizi».