Autore Topic: IL ritorno dei LITFIBA inediti e LOTTA CONTRO LA MAFIA  (Letto 3211 volte)

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Offline Ibleonet

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Ci sono tutti i Litfiba che ti aspetti nel nuovo album dal vivo di Ghigo Renzulli e Piero Pelù, già in vendita nei negozi per documentare il giro di concerti che un mese e mezzo fa ha riunito i fratelli-coltelli del rock italiano dopo i rancori e le incomprensioni di un decennio a nervi scoperti.

Registrato a Firenze in aprile, 'Libero stato di Litfiba' ha i muscoli e l’urgenza messi in campo dalla coppia nei tardi anni Ottanta, prima del cambio di rotta.

Ma la sincerità brutale degli inediti 'Sole nero' ("sono il figlio delle radiazioni delle televisioni, delle dosi di veleno..." e 'Barcollo' ("quanto costa un grammo di libertà..."), registrati a Firenze e missati a New York, negli Electric Lady Studio di Jimi Hendrix, sta lì a ricordare che è tutta acqua passata.

"I Litifiba finora hanno inciso cinque album, ma questo si mangia tutti gli altri" assicura Pelù. E ascoltando i ventidue 'classici' di questo doppio 'Libero stato di Litfiba' rivisitati con la complicità di Daniele “Barny” Bagni al basso, Pino Fidanza alla batteria e Federico “Sago” Sagona alle tastiere, verrebbe proprio da dargli ragione: libero rock in libero stato.

In 25 anni di palcoscenico o giù di lì, Ghigo e Piero hanno imparato molto bene cosa è lento e cosa è rock; celebrarsi in davanti alle telecamere è lento mentre farlo sui palcoscenici è rock, così quest’estate la band dribbla tutte le vetrine musicali televisive per imbarcarsi in un tour che la terrà sulla strada fin dopo Ferragosto con tappe pure ad Arezzo il 24 luglio, a Carpi il 27 con Elio e Le Storie Tese e Patti Smith, a Bergamo il 31, a La Spezia il 3 agosto, a Grottammare il 5.

Fino ad oggi gli Stones li hanno tenuti assieme i fans, frustrando ogni tentativo messo in atto da Jagger o Richards di smarcarsi dalla band per seguire altre strade. A voi chi vi ha rimesso assieme?

"La voglia di suonare. Credo che ai nostri concerti quei fans che temevano ad una reunion di maniera siano piacevolmente spettinati; lo stato libero di Litfiba esiste ed è qui".

Perché Bagni è l’unico superstite dei gloriosi Litfiba anni Novanta?

"Perché dopo dieci-quindici anni alcuni di noi hanno preso strade diverse. Il tastierista Antonio Aiazzi, ad esempio, non suona più, ma crea e commercializza giochi di società. Al disco ha collaborato però Francesco Magnelli, segno evidente che stiamo cercando di ricreare attorno alla band il suo habitat naturale".

Dopo trent’anni di palcoscenico non è un po’ frustrante constatare che tutto il tempo passato a parlare alle coscienze non ha portato a niente? Fabrizio De André, ad esempio, ne soffriva.

"E se ne pativa lui, col suo grande bagaglio morale, in anni in cui sembrava realmente possibile cambiare qualcosa, figurarsi noi. Ma il senso d’impotenza non ci fa comunque sentire schiacciati o sconfitti; anche se il nostro paese è comandato dalle mafie, vale la pena comunque di lottare".

Nel libretto del cd ringraziate don Andrea Gallo per la sua “aperta e luminosa benedizione". Che significa?

"Sapendo di aver un po’ forzato la mano con la Chiesa nelle introduzioni dei vari brani mi domandavo se lasciarle o no nel disco. Ne ho parlato con Don Gallo che mi ha esortato a tenere tutto perché anche lui è d’accordo sull’urgenza di riformare l’istituzione. A cominciare dall’abolizione del celibato, che è una delle cause dei problemi con cui si trovano a fare i conti attualmente le alte sfere ecclesiastiche".

Introducendo 'El diablo' dice al popolo del Mandela Forum “ci sono più anime pulite qui che in tutto il V…bip”. Pelù che (su disco) si censura è una novità.

"Ma no, è un ‘bip’ provocatorio, che rafforza il significato della frase. A Firenze siamo ancora sconvolti dall’esperienza di don Cantini che ha plagiato bambini ed ora se ne sta in un convento a zappare l’orticello...".