Autore Topic: Siete Fifoni, tutta colpa di un ormone  (Letto 5268 volte)

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Offline Ibleonet

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Siete Fifoni, tutta colpa di un ormone
« il: 06 Luglio 2011, 00:40:50 »
Come reagite alla paura? Vi sentite paralizzati o al contrario non vi lasciate sopraffare da ciò che dovrebbe spaventarvi?



Sia che apparteniate alla prima o alla seconda categoria, la motivazione dei vostri comportamenti è da attribuire all’ossitocina, un ormone già noto per avere un ruolo fondamentale nella determinazione delle nostre emozioni.


E' infatti spesso chiamato “ormone della felicità” oppure “ormone dell’amore”. Finora era conosciuto per i suoi effetti di regolazione della pressione sanguigna, della temperatura corporea e delle difese immunitarie. Ora lo si ritiene implicato nelle reazioni che coinvolgono il cervello quando si prova paura.

 

Un nuovo studio condotto sui ratti dai ricercatori dell’Università di Losanna ha messo in luce come l’ossitocina, ormone rilasciato dall’ipofisi, una delle parti più antiche del cervello, sia in grado di diminuire la reazione di paralisi di fronte alla paura. Gli scienziati hanno potuto verificare come, a seguito di un’iniezione di ossitocina, i ratti riuscissero a comportarsi come se non avessero paura, mentre le razioni fisiologiche ad essa all’interno dell’organismo restavano inalterate.

 



Prendendo in considerazione il caso di noi umani, sappiamo già che le reazioni comportamentali allo spavento possono variare da persona a persona. Se l’aumento della frequenza cardiaca è normalmente presente in chiunque, la sensazione di paralisi o la capacità di reazione immediata sono individuali. Secondo gli studiosi ciò potrebbe essere dovuto alla capacità dei recettori nervosi di rilevare l’ossitocina. In poche parole, più elevato è il livello di sensibilità di tali recettori alla presenza di ossitocina, più sarà rapida la vostra capacità di reazione.

 

Si tratta di una scoperta da non sottovalutare in quanto, a detta di Daniele Viviani, che è tra coloro che hanno condotto lo studio, sulla base dei risultati ottenuti potranno essere formulate nuove cure per tenere sotto controllo attacchi di panico e stati d’ansia, senza dover alterare le reazioni fisiologiche all’interno del nostro organismo