Autore Topic: Tommasino da abbandonato per strada a gatto più ricco del mondo  (Letto 1831 volte)

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Offline Ibleonet

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 Da gatto abbandonato per strada subito dopo la nascita a gatto più ricco del mondo. è l’incredibile parabola di “Tommasino”, il micio salito giusto due anni fa agli onori delle cronache per essere stato designato unico erede dalla sua padrona, Assunta C., classe 1917, originaria di Potenza ma da decenni trapiantata nella capitale.
Due settimane fa la donna, tagliato l’invidiabile traguardo dei 94 anni, è passata a miglior vita e il suo singolare testamento, registrato nell’ottobre del 2009, è diventato operativo a tutti gli effetti. Tommasino (all’”anagrafe” Tommaso, ma per la signor Assunta era Tommasino e basta) è diventato così proprietario di una villa all’Olgiata, di due appartamenti a Roma e Milano, di diversi conti correnti bancari e di alcuni terreni in Calabria per un valore stimato complessivamente nell’ordine dei 10 milioni.
Nel testamento olografo - del quale erano stati nominati esecutori testamentari gli avvocati Marco Angelozzi, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona - era stato istituito un legato a favore della persona, fisica o giuridica, o dell’associazione animalista che sarebbe stata individuata dagli esecutori testamentari e che sarebbe divenuta erede dell’ingente patrimonio con il perentorio onere di occuparsi del gatto e, soprattutto, degli altri animali abbandonati.
“Nell’ultimo anno - spiega Anna Orecchioni - ci sono arrivate da tutta Italia centinaia di richieste di possibili ‘candidati' al ruolo ma molte delle offerte ci sono parse ‘sospette', fatte a nome di improbabili associazioni, e questo ci ha costretto ad un lungo e scrupoloso lavoro di verifica”.
Alla fine, nel maggio del 2011, la scelta è caduta su Stefania C., 48 anni, romana, l’infermiera professionale che si è presa amorevolmente cura dell’anziana donna fino alla fine.
“Con la signora - ricorda Orecchioni - l’infermiera condivideva l’amore per cani e gatti: ne ospita parecchi nella sua casa fuori città. Ed è certamente la persona più adatta a interpretare al meglio le volontà della sua assistita”.
Quando la notizia uscì sui giornali, in molti storsero la bocca per una decisione così stravagante, “ma la signora Assunta non ha parenti, ha sempre fatto donazioni a favore degli animali e voleva evitare che i suoi soldi andassero perduti”. Una parte della cifra, prevede espressamente il testamento, va al solo Tommasino. Ma a lui, per star bene, in fondo bastano un po’ di latte, qualche scatoletta e tante coccole. Come a tutti i gatti “poveri” della terra.