Autore Topic: Nasce un associazione per dare voce a tutte le vittime delle Forze dell'Ordine  (Letto 1252 volte)

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Offline Ibleonet

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"Trovo assurdo che i 4 poliziotti che sono stati condannati in primo e in secondo grado per l'uccisione di mio figlio continuino a fare i poliziotti come prima, come se nulla fosse accaduto. Io ho sostanziale fiducia nello Stato, ma chiedo allo Stato di dare delle regole giuste, perché è assurdo che mi si dica che devo aspettare il terzo grado di giudizio perché vengano intrapresi sospensioni dal servizio o provvedimenti disciplinari". Lo ha affermato Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni che nel 2005 è morto durante un controllo effettuato a Ferrara da parte di 4 poliziotti che lo hanno fermato mentre tornava a casa a piedi.

La madre di Federico ha parlato mercoledì sera nel corso di un dibattito ospitato alla festa dell'Unità di Bologna. Per la morte di Federico Aldrovandi sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Ferrara, e poi in appello dal Tribunale di Bologna a 3 anni e 6 mesi di reclusione 4 agenti di polizia: Paolo Forlani, Enzo Pontani, Monica Segatto e Luca Pollastri.

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"Io non tollero che queste persone si chiamino ancora 'poliziotti' e che nonostante una condanna di primo e di secondo grado continuino
a voler imporre una millantata superiorità", prosegue Patrizia Moretti. Che al termine del suo intervento ha annunciato la nascita dell'associazione "Le loro voci" che riunirà tutti i parenti delle vittime delle forze dell'ordine.