Autore Topic: Anche in Italia c'è da ieri una coppia gay sposata  (Letto 1204 volte)

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Offline Ibleonet

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Si chiamano entrambi Matteo, sono bolognesi, e sono la prima coppia italiana a sposarsi a New York.

La coppia si è  sposata ieri sulla spiaggia di Atlantic City, coronando così il suo sogno d’amore, anche se legalmente il matrimonio non verrà riconosciuto valido dallo stato italiano.

Matteo Cavalieri, 26 anni, esponente del Pd, lavora per l’Arcigay di Bologna ed è stato da poco eletto nel Consiglio di quartiere “Porto” di Bologna. Matteo Giorgi, invece, ha 36 anni ed è un giornalista musicale.

Grazie ad una cara amica, che ha messo a disposizione la sua casa, i due hanno potuto unirsi in matrimonio sulla spiaggia, circondati da candele e con i piedi che calpestavano la sabbia.
Matteo Cavalieri, uno degli sposi, ha raccontato:“Qui sposarsi è semplice vai in municipio, con passaporto, fai una richiesta, ti danno un modulo. E sono super-organizzati: hanno previsto che con la nuova legge arriveranno migliaia di coppie, quindi si sono strutturati. Ci sono tanti sportelli: abbiamo fatto solo cinque minuti di fila. Con noi c’erano altre coppie straniere, anche una di francesi.”

Matteo ha anche precisato il motivo di questo matrimonio: “Perché qui in Italia è vietato, e io nell’istituzione del matrimonio vedo il riconoscimento di diritti e doveri”.

“Matteo e Matteo vivono a Bologna e sono la prima coppia gay italiana ad usufruire dell’apertura al matrimonio gay dello Stato di New York, e si aggiungono a decine di coppie italiane, composte da persone omosessuali, che hanno già contratto, o stanno pianificando, il loro matrimonio all’estero” ha dichiarato Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

“L’unione tra Matteo e Matteo, insieme ai matrimoni gay di italiani all’estero che verranno, rendono quanto mai chiara l’arretratezza del nostro Paese nel campo dei diritti civili e di libertà – continua Patanè – e testimoniano l’estrema distanza che ci separa da un Occidente pienamente democratico e laico. Arcigay si augura che quanto avvenuto a settemila kilometri da qui possa diventare realtà per le migliaia di famiglie omosessuali italiane, ancora prive del diritto ad accedere al matrimonio, in violazione al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Carta Costituzionale”.

Un augurio ai nuovi sposi, perché l’importante non è il sesso, ma che ci sia amore.