Autore Topic: Mussolini diventa un horror movie "Il corpo del duce" le immagini inedite  (Letto 692 volte)

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Online Gennarino Carunchio

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QUALCUNO ha raccontato il fascismo come un film dell'orrore, ma l'associazione era solo metaforica. Non era mai accaduto che Mussolini ispirasse quasi un horror movie come il dvd che il regista Fabrizio Laurenti presenterà stasera al Film Festival di Torino: cinquanta minuti su Il corpo del duce  -  questo anche il titolo del documentario  -  di cui una parte dedicata alla salma in decomposizione di Mussolini. Fotografie scioccanti, rese ancora più forti dall'indugiare della videocamera sulle immagini più orrifiche, e da un montaggio che rivela una sperimentata famigliarità del regista con il genere noir. La cinematografia di Laurenti è infatti costellata di pellicole horror, girate in larga parte in America, mentre l'incontro con il fascismo era già avvenuto con Il segreto di Mussolini, confezionato per Raitre.



Questa volta il produttore, oltre Cinecittà Luce, è Rete Quattro, che manderà in onda il filmato dopo la presentazione torinese. Non senza perplessità, racconta Laurenti, proprio a causa delle immagini più forti. Alcune vengono mostrate per la prima volta, e a vederle si comprende anche la ragione della protratta e ora un po' rimpianta invisibilità: una mummia rattrappita, in posizione quasi fetale, in cui è difficile distinguere corpo arti e cranio. Sono le fotografie del corpo del duce eseguite dalla Questura di Milano, nell'agosto del 1946, dopo il ritrovamento della salma che era stata sequestrata da un gruppo neofascista. Le immagini furono nascoste in un faldone riservatissimo del ministero degli Interni, e per oltre mezzo secolo sono rimaste top secret. Gli autori del docufilm ci costruiscono sopra una sorta di mistery, in linea con l'intonazione complessiva del lavoro. "Mussolini anche da morto rimane un personaggio ingombrante", recita una voce fuori campo, "perché troppi italiani l'hanno adorato da vivo".

La tesi non è nuova. Fu formulata anni fa dallo storico Sergio Luzzatto, autore proprio de Il corpo del duce (ora in nuova edizione economica presso Einaudi) da cui il film è liberamente tratto. Il duce si identificava fisicamente con il potere e il popolo si identificava fisicamente con il duce. L'ossessione per il corpo fisico di Mussolini da vivo s'è trasformata - dopo la fine del fascismo - in una sorta di fascinazione per il suo corpo da morto, che ha continuato a stimolare le fantasie degli italiani. Da qui le peripezie del suo cadavere dopo Piazzale Loreto, nel film documentate anche grazie a una sovrabbondanza di testimonianze di parte fascista.

Il senso dell'operazione? Il regista sembra suggerire l'attualità di certi meccanismi psicologici che forgiano il consenso popolare nei confronti della figura del leader. Un legame corporeo tra gli italiani e il loro capo, che sopravvive a contesti radicalmente diversi e che secondo Luzzatto ha a che vedere con la religione dominante. Il secondo elemento su cui oggi Laurenti insiste è la ritualità ricorrente nell'epilogo dei tiranni. Le immagini di piazzale Loreto - che indugiano sugli sputi, sui calci, sulle ripetute offese al cadavere - vengono idealmente avvicinate alla recente agonia del dittatore libico squartato dalla folla. Un'analogia però sorretta solo da un approccio impressionistico e non da un'analisi di realtà che rimangono distanti.

Di quei filmati girati a Piazzale Loreto, già resi pubblici, colpisce la fucilazione di Starace, davanti ai corpi penzolanti di Mussolini e Claretta. Il montaggio inedito delle immagini dell'esecuzione con una fotografia di Starace smarrito nella folla - un ritratto scattato quasi per caso prima dell'esecuzione - rende particolarmente drammatico il passaggio. Sicuramente più efficace delle immagini un po' necrofile del duce

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