Autore Topic: 11/9 il giorno che cambiò il mondo: L'italia ricorda le vittime  (Letto 5291 volte)

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<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FULXInZ44n0" target="_blank" class="aeva_link bbc_link new_win">http://www.youtube.com/watch?v=FULXInZ44n0</a>


Sono trascorsi dieci anni dagli attentati che l’11 settembre 2001 colpirono Washington e New York, dove ci fu la distruzione delle Torri gemelle del World Trade Centre, simbolo di Manhattan. E L'italia  non dimentica.


FirenzeIn occasione del decimo anniversario e in ricordo delle vittime dei tragici attentati che hanno cambiato per sempre non solo la storia degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo,  una grande bandiera americana di circa 12 metri è esposta da stamani dalla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio.
il Sindaco Maurizio Bettazzi dichiara: "Abbiamo deciso quest’anno di ricordare il decimo anniversario dell’attacco terroristico alle torri gemelle di New York in modo sobrio, facendo eseguire 100 rintocchi alla campana di Palazzo Pretorio alle 14,46, orario in cui il primo areo si schiantò contro la torre nord.


Anche Roma Capitale rende omaggio alle vittime dell'11 settembre 2001 con celebrazioni e cerimonie che intendono onorare anche il coraggio e la volontà di rinascita del popolo americano. Domenica prossima, alle ore 9, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e le autorità capitoline partecipano alla messa celebrata nella chiesa di San Gregorio al Celio da monsignor Lorenzo Leuzzi, cappellano di Montecitorio e dal rettore, don Innocenzo.
 
Alle ore 10, nel piazzale di Porta Capena, il sindaco deporrà una corona di alloro presso l'area monumentale che ricorda gli attentanti di New York e Washington, alla presenza di David H. Thorne, ambasciatore degli Stati Uniti d'America, monsignor Lorenzo Leuzzi, cappellano di Montecitorio, Riccardo Pacifici, in rappresentanza del rabbino capo di Roma, Gabriele Tecchiato, portavoce del centro culturale islamico e Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale. Alle ore 20, le luci del Colosseo verranno accese per esprimere la partecipazione della capitale al lutto del popolo americano nel decimo anniversario della più grave serie di attentati nella storia del terrorismo mondiale.


Il sistema aeroportuale romano, Leonardo da Vinci e G. B. Pastine,idealmente condivide il ricordo di quei drammatici momenti". si inviteranno gli operatori e i passeggeri a osservare un minuto di silenzio. Lo comunica Aeroporti di Roma, la società di gestione degli scali capitolini, spiega che per commemorare le vittime dell'attentato dell'11 settembre 2001, lo stesso avverrà ''in accordo e simultaneamente all'aeroporto John F. Kennedy di New York''. ''Aeroporti di Roma, come ogni anno nel giorno degli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono


 Pescara domani testimoniera' la propria vicinanza e solidarieta' alle vittime dell'11 settembre del 2001,  per l'intera giornata e nottata illumineremo l'Aurum, la struttura simbolo della citta', in memoria di un dramma che ha cambiato il percorso dell'umanita', per 'non dimenticare'".


La Città di Torino dedicherà una via o una piazza alle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Lo annunciato il sindaco Piero Fassino, durante la presentazione del programma previsto in occasione dei 10 anni dall'attentato delle Torri Gemelle di New York.
Lunedì il consiglio comunale di Torino, ricorderà ufficialmente l'11 settembre. Il 15 settembre, infine, il sindaco Fassino incontrerà l'ambasciatore degli Stati Uniti David Thorpe.





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Nel 2001 2 aerei si schiantarono contro il World Trade Center di New York, meglio noto come Torri Gemelle, uno contro il Pentagono (Arlington - Virginia) e uno venne abbattuto in Pennsylvania mentre era diretto verso Washington per colpire il Campidoglio o la Casa Bianca. I morti furono quasi 3.000 di cui 2.752 nell’attacco alle Twin Towers (tra questi, 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti).




La sorte degli occupanti della Torre Nord che ebbero la sventura di trovarsi al di sopra dei piani colpiti dagli aerei fu senza speranza fin dal primo momento.
Nel WTC1 l'impatto centrale del Boeing 767 contro il core dell'edificio aveva distrutto ogni possibile via di fuga, tagliando tutte e tre le scale di evacuazione che scorrevano all'interno del core stesso, mentre nella Torre Sud solo una delle tre scale era ancora agibile.

La situazione delle persone intrappolate nella parte sommitale degli edifici in fiamme divenne da subito drammatica, al punto che molti preferirono buttarsi nel vuoto piuttosto che bruciare vivi all'interno dell'edificio.




Nell'immagine che seguirà, la scena drammaticha indescrivibile di una mamma che  sporge nel vuoto suo figlio, nel disperato tentativo di farlo respirare e tenerlo lontano dal calore insopportabile e dal fumo



In queste fotografie a seguire , si vede  una donna che chiede soccorso e cerca di trovare una via di uscita, affacciandosi sul bordo dello squarcio.

 la donna sarebbe in seguito stata identificata dal marito per Edna Cintron, una impiegata di 46 anni della ditta Marsh & McLennan Cos. Inc. (la ditta, che occupava i piani dal 93 al 100 della Torre Nord - direttamente impattati dal volo AA11 - perse 295 impiegati nell'attacco e 60 collaboratori esterni presenti negli uffici).




Di Edna poco, dopo si è saputo, ma in un altra foto si vede una donna vestita uguale a lei lanciarsi  chiaramente nel vuoto.







Edna Cintron


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L’11 settembre 2001 è un giorno che tutti ricordano, purtroppo.  Ecco la successione, minuto per minuto, della tragedia che ha cambiato il corso della storia. L’ora indicata è quella di New York e Washington, indietro di sei ore rispetto a quella italiana.

Ore 7,59 Il volo American Airlines 11 decolla dal Logan international airport di Boston. Sul Boeing 767, diretto a Los Angeles, vi sono 95 persone.

8,14 Il volo United Airlines 175 decolla dallo stesso aeroporto con 65 persone a bordo. Anche questo è un Boeing 767 diretto a Los Angeles.

8,15 Primo segnale d’allarme. Il volo AA11 non rispetta le disposizioni dei controllori di volo.

8,15 Il volo American Airlines 77 decolla dal Dulles airport di Washington. È un Boeing 757 con 64 persone a bordo, diretto a Los Angeles.

8,40 Boston informa il Norad (North american aerospace defense command) che il volo AA11 è stato probabilmente dirottato. 8,42 Il volo UA93 decolla da Newark (New Jersey) alla volta di San Francisco. È un Boeing 757, con a bordo 44 persone.

8,43 La Faa (Federal aviation administration) notifica al Norad che anche il volo UA175 è stato dirottato.

8,46 Il volo AA11 si schianta contro la Torre Nord del World trade center di New York. Il Norad ordina il decollo immediato di due caccia F-15 dalla base di Falmouth (Massachusetts).

8,49 La Cnn interrompe le trasmissioni: «Un aereo ha colpito una delle torri del World trade center».

8,50 La prima autopompa dei vigili del fuoco giunge al Wtc.

9,00 Il presidente George W. Bush, in visita a una scuola elementare a Sarasota (Florida), viene informato dal consigliere per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice che un aereo ha colpito un grattacielo del Wtc.

9,03 Il volo UA175 colpisce la Torre Sud.

9,07 Bush è informato dal capo di gabinetto Andrew Card che «un secondo aereo ha colpito la seconda torre».

9,16 La Faa informa il Norad che anche il volo UA93 è stato dirottato.

9,21 Le autorità di New York chiudono i ponti e i tunnel di accesso a Manhattan.

9,24 Il Norad apprende che anche il volo AA77 è stato dirottato.

9,26 La Faa ordina il blocco di tutti i decolli negli aeroporti Usa.

9,30 Bush in Florida: «L’America è sotto attacco».

9,32 Wall Street interrompe le operazioni.

9,37 I controllori di volo di Washington avvertono che un aereo non identificato è diretto verso la capitale.

9,43 Il Volo AA77 colpisce il Pentagono.

9,45 La Casa Bianca viene evacuata. Il vicepresidente Dick Cheney è portato nel bunker blindato sotto la residenza. La Faa blocca il traffico aereo sugli Usa.

9,55 L’Air Force One con a bordo Bush decolla dalla Florida. Bush telefona a Cheney e ordina l’allerta delle forze militari Usa nel mondo.

9,58 I passeggeri del volo UA93, informati di quanto accaduto agli altri velivoli, si scagliano contro i dirottatori per prendere il controllo dell’aereo.

9,59 Crolla la Torre Sud.

10,03 Il volo UA93 precipita in un campo della Pennsylvania, nei pressi di Shanksville.

10,28 Crolla anche la Torre Nord.

10,45 Le autorità ordinano l’evacuazione di tutti gli edifici federali di Washington.

12,36 Bush parla alla nazione da Barksdale, Indiana. «La nostra libertà è stata attaccata da un codardo senza volto. La determinazione della nostra grande nazione è stata messa alla prova. Supereremo questa prova».

13,02 Il sindaco di New York, Rudolph Giuliani, ordina l’evacuazione di Manhattan a sud di Canal Street.

13,27 Dichiarato lo stato d’emergenza a Washington.

14,50 Bush si sposta in aereo al quartier generale del comando strategico Usa nella base aerea Offut (Nebraska), dove presiede una videoconferenza con i membri del Consiglio per la sicurezza nazionale a Washington.

17,20 Crolla anche il Seven world trade center, un edificio di 47 piani.

18,45 Bush rientra alla Casa Bianca.

20,30 Il presidente parla a reti unificate alla nazione. «I responsabili la pagheranno. L’America non farà distinzioni tra i terroristi e coloro che li ospitano».

21,00 Bush torna a riunirsi con il Consiglio per la sicurezza nazionale. Viene discusso anche un primo piano di rappresaglia militare contro i terroristi.  

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Re: 11/9 il giorno che cambiò il mondo: il ricordo di 3 sopravvissuti
« Risposta #2 il: 11 Settembre 2011, 01:37:05 »
NEW YORK - Un manager, una consulente e un'operaio. Tre protagonisti che ricostruiscono i drammatici istanti degli attacchi alle Torri Gemelle. Anche se fra loro non si conoscono, i rispettivi destini si intrecciano secondo un copione che ripercorre momento per momento le due ore che hanno cambiato il volto dell'America e la storia del mondo. Sono tutti sopravvissuti, ma i loro racconti sono la cronaca in presa diretta della morte di 3.000 vittime innocenti.

HOWARD IL 'MIRACOLATO': Da dieci anni è sempre lo stesso sogno ad accompagnare le notti di Howard Lutnick, amministratore delegato della Cantor Fitzgerald, la società decimata dalla strage del World Trade Center.
 "Guardo verso l'alto e vedo un aereo avvicinarsi sempre di più, è proprio sopra di me, voglio scappare, ma non so se prendere l'ascensore o scendere a piedi. Cerco di convincere gli altri a venire con me, nessuno si decide, ed ecco l'apparecchio che si schianta sopra di noi". Il 'miracolato' Lutnick quella scena non l'ha mai vissuta. La mattina dell'11 settembre 2001 non era nell'ufficio al 105/mo piano della Torre Nord, aveva deciso di chiedere un giorno di ferie per accompagnare il figlio Kyle al primo giorno d'asilo, ma tra i morti c'é il fratello Gary e nella mente di Lutnick i minuti di quel giorno continuano a scorrere inesorabili. La sua società è stata la più colpita dall'attentato, 658 vittime su 960 dipendenti. "Non volevo tornare al lavoro, era più forte di me". Invece Howard decise di non ricorrere alle cure di uno psicologo per superare il trauma: ricostruire la Cantor Fitzgerald sarebbe stata la sua cura. Dieci anni dopo la compagnia, nella nuova sede di Midtown, conta 5.000 dipendenti, 2.900 in più dell'11 settembre 2001.

FUGA COI TACCHI A SPILLO: Una palla di fuoco passa davanti alle finestre e nell'ufficio della Fiduciary Trust Company, società di consulenza finanziaria al 97/mo piano della Torre Sud, scatta il panico. "Una bomba?... No, è un aereo". Linda Lopez capisce subito che c'é una sola cosa da fare: scappare il prima possibile. Quel giorno indossa un paio di scarpe gialle con i tacchi alti. Non sono certo le calzature più adatte per una corsa contro il tempo, ma Linda comincia a scendere facendosi largo tra le altre persone in fuga, senza guardarsi indietro. Al 61esimo piano viene scaraventata contro il muro. E' il secondo aereo che si è appena schiantato pochi piani sopra di lei. Si toglie d'istinto le scarpe per correre più velocemente, e solo quando è in strada qualcuno le dice: "signora, i suoi piedi sanguinano". Si rinfila le scarpe. E' ferita ma viva. Oggi quelle decollete gialle macchiate di terra e di sangue sono diventate un simbolo di coraggio e di speranza, sono esposte al Memorial che sarà inaugurato domani a Ground Zero.

L'INSERVIENTE EROE - E' diventato 'l'eroe del passepartout'. Willliam Rodriguez, l'operaio di origine portoricana addetto alla manutenzione del World Trade Center, ha salvato decine di persone intrappolate negli uffici grazie a una chiave, l'unica che aprisse le porte di tutti gli uffici. "Ero nel sotterraneo, e ho sentito un impatto enorme proveniente dalla parte alta dell'edificio. Ho iniziato a pensare alle persone che stavano al Windows of The world, il ristorante in cima. Solitamente cominciavo sempre da lì a pulire". L'uomo rientrò per tre volte nella Torre Nord insieme ad un'unità di una quindicina di vigili del fuoco, che lo seguiva per aiutare le persone a scappare. Ad un certo punto sentì una serie di esplosioni e una voce dal radiotelefono che diceva "abbiamo perso il 65, il 65esimo è crollato, dal 65 al 44". Rodriguez ha iniziato a correre, fino in strada. Pochi secondi dopo il grattacielo è collassato. Rischiò di essere travolto dal crollo, rimase in vita nascondendosi sotto un camion dei pompieri. "Ad un certo punto tutto si è fermato, la polvere riempiva tutto, entrava in gola e nelle narici". E' stato identificato come l'ultima persona riuscita a salvarsi.

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L’11 settembre del 2001 per il console Giorgio Radicati era un giorno lavorativo come tutti gli altri. Radicati non immaginava che in poche ore la città nella quale lavorava in rappresentanza del nostro Paese si sarebbe bloccata in preda al panico per il primo attacco subito dagli Stati Uniti nella loro storia. Le iniziali fasi concitate con la ricerca di informazioni sugli italiani a New York e il filo diretto con la Farnesina con il tempo avrebbero lasciato il posto all’analisi su quello che si poteva fare per prevenire l’attacco e soprattutto su come sarebbe cambiata l’America con la riduzione della libertà personale a favore del potenziamento dei poteri del presidente.

Console Radicati, a distanza di dieci anni da quel tragico 11 settembre qual è l’immagine che è rimasta impressa nella sua mente?

"Mi viene in mente l’immagine di una New York come non l’avevo mai vista prima, come non vedrò più in futuro e soprattutto come non mi sarei mai sognato di vedere. Una città in ginocchio, sconvolta e sotto attacco. Una New York che a distanza di poche ore dal crollo delle Twin Towers si è trasformata in una città muta, non si sentiva più un rumore per tutta Manhattan. Questa è l’immagine più viva che ho davanti agli occhi".

-Dopo il crollo delle Torri Gemelle lei si è recato nella zona colpita e ha assistito in diretta al crollo del Seven World Center. Ha avuto paura?

"In tutta sincerità: sì, perché ho pensato che potesse generare un effetto domino. Erano già passate circa sette ore dal crollo delle Torri Gemelle ed è andato giù un palazzo di quarantasette piani, ho pensato che anche qualche altro edificio potesse cedere. Anche i poliziotti che controllavano la zona erano impauriti".

-Lei pone in risalto come gli Stati Uniti fossero del tutto impreparati a gestire un attacco esterno.

"Non c’è dubbio che fossero impreparati. Dopo l’attacco c'è il presidente Bush che gira senza meta per il Paese e il sindaco Giuliani che rimane senza headquarter e non riesce a comunicare per un paio d’ore con tutte le persone che dovevano intervenire. Giuliani vaga nel sottosuolo e non riesce a tornare in superficie perché non trova l’uscita. Poi esce e non sa dove andare.

 Questo era il clima che si respirava l’11 settembre".E' stato raccontato tutto sull'11 settembre?

"A distanza di dieci anni, non tutto è stato raccontato. Ci sono delle zone d’ombra non chiarite ma questo è stato riconosciuto, ovviamente tra le righe, anche dalla commissione. Certe cose i membri non sono riusciti ad appurarle.

Un esempio?

Il numero dei morti ufficiale è di 2974. Ma chi può escludere che ci sia stato un numero imprecisato ma non trascurabile di clandestini? Ci sono un numero elevato di lavoratori immigrati di cui nessuno ha notizia anche perché nessuno dei parenti chiede loro notizie o ne denuncia la scomparsa?"

-Lei indica i vigili del fuoco e i poliziotti come eroi dell’11 settembre, ma anche il loro sacrificio sembra frutto di una sostanziale disorganizzazione nel soccorso.

"Vigili del fuoco e poliziotti sono stati grandissimi. Ma, detto questo, è necessario ricostruire la dinamica dell’intervento. Innanzitutto che le Torri potessero o dovessero crollare non è stato chiaro a chi coordinava le operazioni. Questo perché, nella concitazione del momento, nessuno ha pensato che la struttura dei colossi era fatta di acciaio che fonde a 900 gradi. Quando la grande quantità di cherosene è entrata nell’edificio si è sprigionato un calore tale che gradatamente, in circa un’ora, è arrivato a 900 gradi. Quando gli assi portanti hanno ceduto è crollato tutto. Non conoscendo questo processo, non sono state prese le decisioni giuste. Ma questo è solo un elemento".

-Quali sono gli altri fattori che hanno rallentato i soccorsi?

C’è stato il problema delle comunicazioni. E’ stato accertato che le comunicazioni tra i vari reparti erano cadute. Il Capo Dipartimento Daniel Nigro mi ha detto di aver perso il contatto con il suo capo Peter Ganci (morto l’11 settembre ndr.) dopo aver deciso le aree d’intervento dei vigili del fuoco. Quando un elicotterista ha avvisato Nigro che c’era uno sgretolamento delle torri, il Capo Dipartimento ha cercato senza fortuna di lanciare l’Sos perché i telefoni non funzionavano.
 Infine c’è la testimonianza di Lucio Caputo, l’italiano che si è salvato dal crollo. Caputo è sceso dal 72esimo piano fino al 30esimo e lì ha trovato un blocco dovuto al fatto che i pompieri, seguendo le istruzioni ricevute, stavano salendo con sifone d’acqua per spegnere i focolai. I pompieri non facevano scendere le persone per poter salire più rapidamente. Caputo ha saltato il blocco e si è salvato.
 La sua testimonianza è importante perché mette in evidenza come le istruzioni che i pompieri avevano ricevuto e continuavano a ricevere erano di salire. Nessuno quindi pensava che le Torri potessero cadere".Quindi il problema resta l'impreparazione a gestire una tragedia di queste portate.
E’ stata gestita con grande altruismo e spirito stoico da parte di tutti, ma con la mancanza di una chiara visione di quello che stava succedendo, di quello che poteva succedere, dei rischi e di come si poteva intervenire per salvare più vite umane possibile. Non dimentichiamo però che delle circa ventimila persone presenti all’interno dei due edifici, ne sono state evacuate 17mila in un’ora. E’ stata l’operazione di evacuazione più imponente della storia"
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Tre immagini che si sovrappongono e che convivono anche a dieci anni di distanza: il dinamismo del World Trade Center, il fumo e le macerie degli attentati e la reazione di una città che non si è piegata. Lucio Caputo, italiano che vive a New York, sopravvissuto all'attentato dell'11 settembre, domani sarà a Ground Zero per ricordare le vittime delle Twin Towers.

"Resta il ricordo di qualcosa di bellissimo che non c'è più - racconta all'Adnkronos Caputo ora presidente dell'Italian Wine Food Institute - come un grande amore che qualcuno ti ha portato via animato solo dall'odio".

La mattina dell'11 settembre 2001 Lucio Caputo riuscì a scampare al crollo delle Twin Towers scendendo precipitosamente a piedi dal settantottesimo piano della Torre numero uno dove aveva il suo ufficio.
Un giorno che ha cambiato la storia e che dieci anni dopo "New York e l'America tutta - sottolinea Caputo - ricorda con uno sguardo diverso, proteso ancora di più verso il futuro. Niente rovine ma un cantiere che va avanti. Per la prima volta si arriva all'anniversario con la consapevolezza di aver punito il colpevole. La morte di Osama Bin Laden chiude un ciclo: giustizia è stata fatta".

"Quella mattina ero solo e una telefonata mi ha salvato la vita. Avevo sentito un boato - dice Caputo tornando a quei momenti - ma fu una chiamata ad avvertirmi che stava accadendo qualcosa di grave. Ho deciso così di scendere a piedi: davanti a me incredibilmente ho trovato solo semafori verdi, uno di seguito all'altro. E' stata la mia salvezza".

"Una volta fuori - racconta ancora - mentre cercavo di chiamare mio figlio al telefono mi sono accorto che la torre stava venendo giù: poi solo una corsa disperata fino a raggiungere il portone di un palazzo dove mi sono accovacciato. Lì il boato finale e tutto intorno si è fatta notte".


"Non ho mai pensato di lasciare la città - spiega Caputo che da 41 anni vive e lavora a New York -. Senza nemmeno più un numero di telefono ho voluto ricominciare la mia attività in quella stessa città che ha dato una grande prova di coraggio".

Da New York "è arrivata una grande lezione, non si è piagata davanti alla follia del terrorismo, ha reagito ed è risorta. Da metropoli impersonale ha mostrato, ferita, un volto più vulnerabile, più umano. I newyorchesi si sono uniti e hanno saputo ricominciare".
Un anniversario con l'incubo di nuovi possibili attentati. "Si vive - dice il presidente dell'Italian Wine & Food Institute - come in una zona sismica con la consapevolezza che possano accadere nuovi eventi".

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 Le vittime italiane e italo americane dell'11 settembre saranno ricordate domani in una cerimonia al Consolato Generale d'Italia a New York. Parteciperanno alla commemorazione alcune famiglie delle vittime, l'ambasciatore d'Italia Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, autorita' americane, rappresentanti della collettivita' e della comunita' italo-americana.

La cerimonia si svolgera' dinanzi alla scultura posta all'ingresso del Consolato Generale in memoria dei caduti, di fronte alla quale il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel dicembre del 2007 ebbe un caloroso incontro con alcuni familiari delle vittime.


Sempre domenica sarà inaugurato il Reflecting Absence: due imponenti cascate, due piscine gemelle e i nomi delle 3mila vittime degli attacchi incisi su parapetti. Ogni vasca sarà larga 4 km quadrati e saranno situate esattamente dove si trovavano le Torri Gemelle.


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Re: 11/9 il giorno che cambiò il mondo
« Risposta #6 il: 11 Settembre 2011, 15:13:01 »
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