Autore Topic: Arrestato Fabio mancuso ex sindaco di Adrano Deputato Regionale Pdl  (Letto 2948 volte)

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Offline Ibleonet

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Una associazione a delinquere dedita all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria. L’operazione della Guardia di Finanza tra Roma, Messina e Catania ha portato a sei arresti. In manette sono finiti anche due deputati regionali del Pdl: Fabio Mancuso e Roberto Corona. Le due società finite sotto indagine, secondo i magistrati, non avevano i requisiti idonei per emettere fidejussioni e nonostante ciò si erano messe sul mercato emettendo 4100 polizze per un capitale garantito pari a 500 milioni di euro e l’incasso di premi per oltre 14 milioni.
E il danno, grave, è stato per quegli enti locali, dall’Atac spa a Roma, alla “Messina per il ponte sullo stretto”, che avevano sottoscritto le polizze. Ai due deputati regionali è contestato anche il finanziamento illecito ai partiti per aver intascato 600mila euro a testa dall’Ascom Finance, senza che la somma venisse iscritta a bilancio.

Mancuso e Corona devono rispondere anche dell’accusa di concorso in bancarotta. Corona, nella veste di dirigente dell’Ascom, risponde del reato associativo, di ostacolo all’attività di vigilanza ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

A Mancuso è attribuito un ruolo minore nella vicenda nella veste di partecipante all’associazione per delinquere. Spunta anche il patrimonio immobiliare dell’attrice Ileana Ghione, deceduta nel 2005, nell’inchiesta della procura sulle attività illecite portate avanti dall’immobiliarista Fabio Galì.

Presentandosi come l’onorevole e ostentando una situazione di forte ricchezza, avrebbe indotto il vedovo dell’attrice (Christopher Axworthy) a liberarsi, a fronte di un contenzioso ereditario che si annunciava complicato con gli eredi dell’attrice, del cospicuo patrimonio. Si tratta dell’immobile del teatro che porta il cognome della moglie a Roma, di due ville a Sabaudia, e di vari appartamenti di lusso nel cuore della capitale. Un patrimonio che sulla carta aveva un valore di oltre 14 milioni di euro, ma che viene ”ceduto” alle società di Gali e Marcaccini per appena 500mila euro, atti rogati dal notaio Manzi. Stesso meccanismo per un secondo episodio che vede come vittima una facoltosa donna romana.
 Galì, in questo caso, si presenta come il principe Grimaldi. Il raggiro è simile a quello utilizzato per il vedovo Ghione: la signora viene convinta a svendere un immobile in via di Ripetta, pieno centro storico, per soli 2 milioni 700 mila euro a fronte di 6 milioni e 700 mila indicati nell’atto preliminare. Per l’operazione la donna incassa solo 100mila euro in cambiali e viene indotta a firmare una scrittura privata, autenticata da Manzi, con la quale essa stessa vendeva lo stabile alla società Bsp Italia spa, controllata da Marcaccini e Galì.
 I pm hanno inoltre accertato che il notaio e i due immobiliaristi avrebbero distrutto l’atto con cui Bsp Italia spa cedeva alla moglie del notaio Anna Lavinia Ortolani, figlia di Umberto Ortolani, figura legata al capo della P2 Licio Gelli, le quote della società Alleanza Immobiliare srl da lei detenute e proprietaria di uno degli attici ceduti dal vedovo dell’attrice Ileana Ghione.

Tra i soggetti frodati dall’organizzazione scoperta dai pm della procura Roma non solo privati cittadini ma anche l’Atac, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico capitolino, ed il comune di Matera.
 In particolare il gruppo era riuscito a rilasciare all’Atac circa 1.028 polizze destinate al parco autobus per un valore di 26 milioni di euro. I conti dell’Atac sono in rosso e proprio ieri l’azienda ha annunciato le misure per fare fronte alla situazione finanziario ricorrendo anche all’aumento del biglietto. Il comune di Matera risulterebbe frodato riguardo gli appalti per la fornitura di acqua potabile

 
Ecco chi sono i 2 deputati

 Il primo è un veterano di Sala d’Ercole, il secondo è alla sua prima legislatura: in comune l’appartenenza al Pdl. Fabio Mancuso e Roberto Corona, due modi diversi di interpretare il ruolo di deputato regionale: uno sempre alla ribalta, l'altro più schivo.
Mancuso, 47 anni e un passato nell’Udc, è tra i più assidui e battaglieri frequentatori del pulpito di Sala d’Ercole: maresciallo della guardia di finanza e con un diploma
di maturità linguistica in tasca, deputato da tre legislature, è stato eletto nel collegio di Catania con 13.107 voti di preferenza. Ex sindaco di Adrano, in provincia di Catania, da presidente della commissione Ambiente e territorio di Palazzo dei Normanni ha esaminato molti dei disegni di legge più importanti approvati poi dall’Aula.
 Famose anche le sue denunce sulle vicende di Sicilia e-servizi, società che si occupa del piano di informatizzazione della Regione siciliana. Al momento ha al suo attivo la presentazione di nove disegni di legge come primo firmatario (l’ultimo, quello sull’housing sociale, è in discussione in questi giorni a Sala d’Ercole) e 15 interrogazioni.
 
Più rari gli interventi in Aula di Roberto Corona, 65 anni, commercialista da San Marco D’Alunzio, uno dei borghi più suggestivi della Sicilia, arrampicato sui Nebrodi. Ex componente del Cda della Camera di commercio di Messina, appassionato di basket, eletto nel collegio della città dello Stretto con 14.596 preferenze, è entrato ufficialmente in politica nel 1972 come consigliere comunale. Nel sua biografia anche il titolo di “Commendatore al merito della Repubblica Italiana”, titolo ricevuto nel 1998. Tra i suoi trascorsi la Democrazia cristiana e Forza Italia: proprio con il partito di Berlusconi sfiorò l’elezione all’Ars nel 2006 con oltre novemila voti, centrando poi l’obiettivo in quest’ultima legislatura. A Palazzo dei Normanni, dove ha presentato otto ddl come primo firmatario e 43 interrogazioni, fa parte della commissione Attività produttive e della commissione Sanità, oltre che dell’Antimafia.


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