Autore Topic: Contrabbando di sigarette un O.C.C. emesso a carico di un agente della GdF  (Letto 1619 volte)

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Offline Ibleonet

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C’è’ anche un finanziere tra i destinatari di 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Bari a carico di presunti componenti di un’organizzazione dedita al contrabbando di sigarette tra la Puglia e la Grecia. Ordini di cattura eseguiti all’alba da uomini della Direzione investigativa antimafia.
In tutto sono stati 8 i mesi di indagini, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, giungendo infine al sequestro, in due distinte operazioni, di 25 tonnellate di sigarette di contrabbando destinate al mercato italiano ed estero e in prevalenza dirette nel Nord Europa e in Inghilterra.
Sono quindi sette le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari (gip), Giovanni Anglana, e due quelle ai domiciliari che oltre al finanziere barese sono state notificate, tra gli altri, a due fratelli del  boss di Napoli Ciro Armento.
Un’organizzazione che aveva in Maurizio Savoia, finanziere di 31 anni nativo della Campania, ma in servizio al porto di Bari, in Saverio Cafagno, di Palo del Colle di 45 anni e in Vito Lacatena, di 49 anni di Monopoli, gli elementi di collegamento con l’organizzazione criminale greca che forniva ai napoletani tonnellate di Winston e sigarette con marchio Capital nascoste dietro carichi di pere.
Con il finanziere, per il quale il gip ha ordinato il carcere, è finito in manette anche il padre, Anacleto Savoia, titolare di un’officina a Napoli. Era uno degli uomini che gestiva i contatti diretti con i presunti esponenti dell’organizzazione campana, tutti nati nel rione Sanità. In tutto sono state sei le ordinanze eseguite in Campania, 3 nel Barese tra cui una in ospedale a Monopoli. Per tutti l’accusa è di traffico internazionale di tabacchi lavorati esteri. Gli investigatori hanno stimato che, grazie alla complicità del finanziere, l’organizzazione abbia introdotto in Italia circa 50 tonnellate di sigarette, sfuggite ai controlli, da maggio a novembre 2010. Trafficanti abituati a cambiare sim di frequente per aggirare le intercettazioni telefoniche preferendo gli sms alle conversazioni in voce e usando frasi in codice per comunicare l’arrivo del carico di “bionde” .
Per esempio la frase: “stasera usciamo a cena insieme” significava che stava per arrivare il camion con il carico di sigarette. “Amore mio, come stai? Ti vengo a trovare” era il codice per darsi appuntamento. “Domenica pranziamo assieme”, indicava il giorno dell’arrivo del carico.  In tutto sono 11 le persone indagate, comprese quelle arrestate. E tre gli autisti sorpresi in precedenza con carichi di copertura e catturati durante le indagini a marzo e a novembre del 2010. Un’operazione importante che non necessariamente sottende a un rinnovato interesse della criminalità organizzata nel contrabbando di sigarette. “Piuttosto era merce che riusciva a entrare in Italia attraverso varchi doganali”, ha specificato il nuovo Capo centro della Dia, Maurizio Favia, lasciando a intendere che le indagini sono tutt’altro che concluse. In carecere sono finiti anche Antonio Pinto, Michele Armento e Saverio Riccardo. Il gip ha invece disposto i domiciliari per Giovanni Armento e Gennaro Lista tutti napoletani a eccezione di Lacatena.