Autore Topic: Ragazzi con un passato da dimenticare  (Letto 2692 volte)

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Offline Ibleonet

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Ragazzi con un passato da dimenticare
« il: 02 Maggio 2010, 14:47:11 »
A 13 anni la prima anfetamina.
A 14 anni la fuga da casa e i soldi guadagnati con lo spaccio.
A 15 anni una gravidanza non desiderata e la nascita di una figlia.
Federica è un raagazza ben nota dai servizi sociali Romani  e che accanto al suo nome ci fosse la dicitura in rosso "adolescente altamente a rischio". non era da stupirsi.
"Dai 16 ai 20 anni ho vissuto sull’orlo del burrone in mezzo a  risse, furti d’auto, borseggi e spaccio. Sono entrata nei centri di recupero un’infinità di volte  racconta Federica oggi 23 anni, ospite di San Patrignano in fase di recupero.
Federica  aggrotta la fronte sotto la visiera del cappellino, "non ripeterò gli errori dei mie genitori. So molto bene cosa fare per non perdere un'adolescente.Per non perdere mia figlia quando crescerà".
Il suggerimento?
"Mamme e papà siate dei gran rompiscatole e degli odiosi ficcanaso. I vostri figli devono sentirsi controllati».


L’inizio di tutto per me è stato quando ho cominciato a saltare la scuola di nascosto.  Il problema per i ragazzi non nasce a casa, ma quando stanno fuori casa. Perciò ai genitori dico: non fidatevi. Verificate i loro movimenti.
Al limite pedinateli.
Mia mamma ha scoperto che non andavo a a scuola da un anno quando ha risposto al cellulare e dall’altra parte c’era la stazione di polizia: mi avevano fermato per una rissa, avevo un coltello in tasca. Dovete conoscere i vostri figli, dovete entrare nella loro vita. Dovete dimostrare passione per loro.

Troppi genitori sono distratti e di corsa». È un gran bel ragazzo, Fabrizio Bendazzoni , 21 anni, Verona. Famiglia agiata. Viaggi. Sci e sport. Ottime scuole, bei vestiti. «Eppure ci sono caduto nella droga ,dice adesso che ha concluso il percorso a San Patrignano.
I miei genitori sono sempre stati dei grandi. Non mi hanno viziato, mi hanno amato. Unico errore: si sono fidati troppo di me.
Hanno protestato debolmente per tutti i piercing,
per le discoteche equivoche che frequentavo.
Hanno creduto alle mie risposte quando mi controllavano le pupille: «Mamma, io la cocaina: scherzerai!».
Quando hanno capito era troppo tardi.